Cattedrale di San Vito a Praga: orari, biglietti e interno

Cattedrale di San Vito a Praga (Duomo di Praga): orari, biglietti, cappella di San Venceslao, vetrate di Mucha, chi è sepolto e consigli pratici per la visita.
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Tratta Praga aeroporto centro

Molto spesso i turisti tendono a confondere il Castello con il Duomo di Praga, ovvero la Cattedrale di San Vito a Praga. Occorre specificare che il Castello di Praga (Pražský hrad) è in realtà un enorme complesso, simbolo dello Stato ceco, storica sede ufficiale dei principi, dei re, degli imperatori ed oggi sede del presidente della Repubblica Ceca. 

Borgo nella città di Praga, all’interno delle mura del castello si trovano strade, piazze, abitazioni private, ristoranti, bar, negozi di souvenir, chiese, rovine di edifici preesistenti e due dei luoghi di potere più importanti per la storia ceca: il Duomo di Praga dedicato a San Vito ed il Palazzo Reale.

In questo articolo del blog andremo a conoscere la Cattedrale di San Vito a Praga (o chiesa di San Vito), che con la sua monumentalità domina l’intero complesso palazzesco ed è sicuramente l’edificio religioso più importante in Boemia. Vedremo anche gli orari di apertura, i biglietti e cosa vedere all’interno.

Ma prima di iniziare questo articolo sulla Cattedrale di Praga, come sempre consigliamo la guida Lonely Planet, con mappa estraibile e tutte le attrazioni in evidenza.

Cattedrale San Vito Praga. Salta a:

Dove si trova la Cattedrale di San Vito a Praga e come arrivare

Nel terzo cortile del Castello svettano imponenti le torri del Duomo di Praga. Per raggiungere la Cattedrale di San Vito a Praga, quindi, bisogna innanzitutto raggiungere il Castello di Praga, a piedi oppure con i mezzi pubblici.

Per arrivare con i mezzi pubblici il percorso più comodo e rapido è certamente quello di prendere il tram n. 22 oppure il n. 23 e scendere alla fermata “Pražský hrad” (Castello di Praga). 

In questo modo, attraversando il vicino ponte delle polveri (Prašný most), ci si ritrova a due passi dall’ingresso settentrionale, che dà accesso alla seconda corte, adiacente appunto alla corte dove si trova il Duomo di Praga. 

La vista che si apre passando dalla seconda alla terza corte è veramente mozzafiato, con la facciata frontale della Cattedrale di San Vito che si offre in tutto il suo splendore. 

Scendendo invece alla fermata “Královský letohrádek” (Residenza estiva reale), quella precedente alla suddetta “Pražský hrad”, si può raggiungere il ponte delle polveri quindi l’ingresso settentrionale passeggiando attraverso l’affascinante Giardino reale, potendo così apprezzare la Residenza estiva, uno dei primi edifici rinascimentali di chiara derivazione palladiana realizzati in Repubblica Ceca, questa opzione però è disponibile solo nella stagione estiva, quando i giardini sono appunto aperti.

L’arrivo a piedi invece è sicuramente più faticoso, ma affascinante e meritevole. Ripercorrendo in salita la via Nerudova, cuore del quartiere di Malá Strana e forse una delle strade più belle ed incantevoli di Praga, si arriverà davanti all’ingresso principale del Castello, l’ingresso occidentale, dominato dalla Porta dei Giganti, che dà accesso al primo cortile. 

Assolutamente sconsigliato, invece, il percorso che prevede di arrivare all’ingresso orientale del Castello di Praga ripercorrendo la lunga scalinata, in quanto molto faticoso, e che dà accesso al complesso palazzesco dal punto più lontano rispetto alla Cattedrale di San Vito.

 
Duomo di Praga

Biglietti della Cattedrale di San Vito a Praga: cosa è gratis e cosa si paga

Il Castello di Praga è un quartiere a sé stante, il quartiere di Hradčany. Entrare nel quartiere del Castello, dentro le mura del complesso, attraversarne le corti, apprezzarne lo splendore ed ammirare esternamente la monumentalità della Cattedrale di San Vito è quindi gratuito. 

Il castello di Praga è anche il Quirinale del Paese, dunque sede ufficiale del presidente della Repubblica Ceca. In quanto tale, le parti accessibili internamente sono poche, e richiedono l’acquisto di un biglietto d’ingresso.

Il circuito B è il più venduto: ha un costo di 450 CZK a persona (cambio odierno qualcosa sopra le 18 €), che permette di accedere alla Cattedrale di San Vito, a sole 3 stanze del Palazzo Reale, alla Basilica di San Giorgio e al Vicolo d’oro. 

È però doveroso precisare che nel Vicolo d’oro si può accedere gratuitamente a partire dalle ore 17:00. 

Per pagare in valute diverse dall’euro, come la corona ceca, una carta come Wise è un’ottima scelta, perché converte al tasso di cambio reale e con commissioni chiare e contenute; trovate altre informazioni su come pagare a Praga nella nostra guida dedicata.

Sebbene in passato fosse gratuito entrare anche in Cattedrale, quindi possibile vederne buona parte degli interni liberamente, a partire dal 25 ottobre 2023 l’ingresso al Duomo di Praga è divenuto possibile soltanto previo acquisto di un circuito del castello. 

È possibile acquistare il biglietto di ingresso al Castello di Praga, valido anche per la Cattedrale di San Vito. 

Inoltre, il biglietto per salire sulla Grande Torre Sud della Cattedrale di San Vito (la torre panoramica), da dove si può intravedere la massiccia Campana Sigismondo (Zikmund), è a parte e non è incluso nei normali biglietti dei circuiti del Castello di Praga. Va acquistato direttamente all’ingresso della torre.

Orari di apertura della Cattedrale di San Vito a Praga

Gli orari di apertura del Duomo di Praga variano in base alla stagione estiva oppure invernale.

La stagione estiva va dal giorno 1 aprile al giorno 31 ottobre, ed in questo periodo la Cattedrale di San Vito è aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 17:00 e la domenica dalle 12:00 alle 17:00 (ultimo ingresso alle ore 16:40).

La stagione invernale va dal giorno 1 novembre al giorno 31 marzo, ed in questo periodo la Cattedrale di San Vito è aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 16:00 e la domenica dalle 12:00 alle 16:00 (ultimo ingresso alle ore 15:40).

Il Duomo di Praga non prevede date fisse di chiusura totale durante tutto l’anno, con un’importante eccezione: il 24 dicembre.

Per la vigilia di Natale infatti solitamente tutti i siti visitabili esclusivamente previo acquisto del biglietto del Castello di Praga rimangono completamente chiusi al pubblico.

Nel corso delle festività natalizie e di Capodanno, gli orari di apertura al pubblico subiscono inoltre variazioni significative, principalmente a causa dello svolgimento di funzioni religiose speciali (come la Messa di mezzanotte).

L’amministrazione del Castello suole pubblicare il calendario specifico per le festività con due settimane di anticipo: prima della vostra visita, pertanto, vi consigliamo di consultare la sezione “Chiusure attuali” (Current Closures) sul sito web del Castello di Praga.

In linea generale, durante questo periodo si applicano le seguenti limitazioni: a Natale (25 dicembre) e Santo Stefano (26 dicembre) gli orari seguono il calendario festivo/domenicale o vengono adattati in base agli orari delle messe mattutine; a San Silvestro (31 dicembre) l’intero complesso del Castello, inclusa la cattedrale, chiude spesso in anticipo rispetto al consueto orario; a Capodanno (1° gennaio) la cattedrale apre al pubblico più tardi, solitamente solo dopo la conclusione delle funzioni religiose previste per la giornata.

Durante la festa della Repubblica, il 28 ottobre, l’intero complesso del Castello di Praga, incluse le aree visitabili in maniera gratuita, rimane solitamente chiuso al pubblico a partire dal pomeriggio (spesso dalle ore 15:00, con la chiusura della biglietteria alle ore 14:00) a causa di cerimonie di Stato.

Occorre infine precisare che il Duomo di Praga potrebbe essere chiuso ai turisti o avere un accesso limitato in occasione di riti liturgici particolari, cerimonie di Stato, lavori di manutenzione o per altre ragioni tecniche.

Eventuali chiusure totali o riduzioni d’orario vengono comunicate sul sito ufficiale del Castello di Praga e in quello della Cattedrale di San Vito.

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Cattedrale San Vito Praga

Cosa vedere all’interno della Cattedrale di San Vito a Praga

Nel circuito principale del Castello di Praga l’attrazione più importante è la Cattedrale di San Vito, la quale non costituisce soltanto un monumento da fotografare, ma un luogo che racconta secoli di storia e l’identità di Praga.

Lo stesso Peter Parler, architetto preferito di Carlo IV che partecipò alla progettazione del Duomo, volle omaggiare la storia della Cattedrale e della Boemia inserendo nel triforio interno che corre tutto intorno al coro i busti dei personaggi che più hanno inciso nella realizzazione dell’edificio e nella storia del Paese, fra i quali Carlo IV, il padre Giovanni di Lussemburgo, la madre Eliska dei Premislidi e ovviamente lo stesso Peter Parler con il collega francese Mattia di Arras che lo precedette nella progettazione dell’edificio.

Tuttavia il triforio non è liberamente accessibile ai visitatori per motivi di sicurezza e di tutela del patrimonio artistico.

Ad un primo ingresso si resta ammaliati dalla sacralità, la solennità e la bellezza del Duomo di Praga, la sua importanza si respira e si percepisce al primo impatto.

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Interni della Cattedrale San Vito Praga. Carmelo Bayarcal, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La Cappella di San Venceslao

All’interno della Cattedrale di San Vito si può ammirare la Cappella di San Venceslao, luogo che ospita la tomba del re buono poi divenuto santo patrono protettore della Boemia.

Questa cappella è stata realizzata da Peter Parler nella metà del XIV Secolo su commissione di Carlo IV proprio sopra la rotonda romanica del X secolo preesistente dove Venceslao venne sepolto nel 929 d.C., al fine di poter conservare la posizione originale del sepolcro.

La ricca decorazione dei muri della cappella è ornata nella parte bassa da intarsi di pietre di nefriti, ametisti e crisoprasi; nella parte alta invece vi sono 3 bande di dipinti gotico-rinascimentali con 31 scene della vita di San Venceslao attribuiti al Maestro dell’altare di Litoměřice.

Il lampadario dorato di tre piani progettato da Kamil Hilbert, così come l’altare con il sepolcro sono entrambi del XX Secolo. Occorre precisare che, per motivi conservativi, l’interno della cappella non è accessibile per il cammino ravvicinato dei turisti, che possono osservarla solo affacciandosi dalla soglia.

La Camera della Corona e la porta delle sette serrature

Dalla cappella di San Venceslao si accede alla Camera della Corona attraverso una piccola porta protetta da sette serrature diverse, le quali chiavi sono assegnate a sette diverse istituzioni.

In questa stanza blindata sono tutt’oggi custoditi gli originali gioielli dell’incoronazione dei re cechi, che non sono mai esposti al pubblico se non nelle rarissime occasioni in cui la porta si apre dinnanzi alla presenza delle sette importanti cariche dello Stato che detengono le sette chiavi: il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera dei Deputati, l’Arcivescovo di Praga, il Sindaco di Praga, il Decano del Capitolo metropolitano di San Vito (o di Vyšehrad).

La collezione completa dei gioielli della Corona Boema comprende: La Corona di San Venceslao (Svatováclavská koruna) commissionata da Carlo IV in persona, il Globo Reale (Mela d’oro), lo Scettro Reale, il Manto dell’incoronazione, la Spada di San Venceslao e la Croce Reliquiario.

Le vetrate di Mucha nella Cattedrale di San Vito

Entrando nel Duomo di Praga è possibile apprezzare lo splendore delle vetrate policrome. La più celebre è indubbiamente quella finanziata dalla Banca Slavia nel 1931 e disegnata dall’artista Alfons Mucha, uno dei massimi esponenti e padri fondatori del linguaggio stilistico noto come “Art Nouveau”. Situata nel transetto settentrionale dell’edificio, raffigura il giovane San Venceslao con la nonna Santa Ludmilla al centro, circondati da episodi tratti dalla vita dei santi Cirillo e Metodio, coloro che diffusero il cristianesimo tra i popoli slavi. 

Sul rosone della facciata frontale, la vetrata di František Kysela del 1926 fu donata dal Ministro dell’Educazione, è ispirata al racconto biblico della Genesi e domina la navata centrale dell’intero edificio. È di František Kysela anche la vetrata della Cappella Thun (Cappella Thunovská) situata lungo la navata laterale sud, del 1929, che ispirandosi al versetto del Salmo 126:5 (“Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia”) raffigura i rischi della vita con citazioni bibliche (alluvione, grandine, catastrofi, incendio, morte e vecchiaia) riflettendo così la natura della compagnia assicurativa che la finanziò, la Prima Compagnia Ceca di Assicurazioni Mutue (První česká vzájemná pojišťovna). 

È stata invece disegnata nel 1939 dall’artista Max Švabinský e finanziata dalla società per azioni Exsplosia la vetrata collocata sopra il celebre Golden Gate (Porta d’Oro), l’ingresso sud della Cattedrale, raffigurante nella finestra settentrionale la Vergine Maria, nella finestra centrale la Santa Trinità ed in quella meridionale San Venceslao, San Vito e Carlo IV con in mano il modello della cattedrale gotica. 

Sono di Max Švabinský anche la vetrata della cappella di Santa Ludmilla (situata lungo la navata meridionale) finanziata da Antonín Seidl-Nathali e raffigurante la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli nel giorno di Pentecoste, così come la vetrata sul lato sud del transetto dedicata al Giudizio universale e finanziata dalla compagnia di assicurazioni comunali di Praga, entrambe del 1935.

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Le vetrate di Mucha nella Cattedrale San Vito Praga

Il Mausoleo Reale e la cripta dei Re Cechi

Davanti all’altare maggiore nel coro della Cattedrale di San Vito si trova anche il Mausoleo Reale, realizzato in marmo bianco fra il 1566 e il 1590 dallo scultore fiammingo Alexander Colin (o Colyn), monumento questo che ospita le spoglie dell’imperatore Ferdinando I d’Asburgo, della moglie Anna Jagellone e del figlio Massimiliano II. 

Sottostante il Mausoleo Reale si trova invece la cripta dei Re Cechi (Hrobka českých králů), il cui aspetto attuale si deve alla ricostruzione avvenuta fra il 1927 e il 1933 dall’architetto Kamil Roškot che ne disegnò il pavimento, l’incorniciatura del mosaico dei muri ed i sarcofaghi in granito. 

In questo luogo sotterraneo di estrema sacralità riposano personaggi di grande importanza per la storia di Praga come Carlo IV, colui che fece di Praga nel 1355 la capitale imperiale, e Rodolfo II, imperatore con la passione per le scienze occulte che fece del Castello di Praga un importante punto di incontro per alchimisti, maghi, astronomi ed intellettuali del calibro di Giovanni Keplero e Tycho Brahe. 

Come questi due importanti personaggi della storia boema, sono sepolti nella cripta anche altri re, imperatori e membri delle loro famiglie. È doveroso precisare che nessun viaggiatore può entrare nella cripta dei Re Cechi.

Il sepolcro d’argento di San Giovanni Nepomuceno

Da segnalare sicuramente il sepolcro d’argento di San Giovanni Nepomuceno, che è possibile osservare nella galleria sud del coro (a lato dell’abside). Dall’arredamento barocco della sua base, si eleva questo monumentale mausoleo alto 5 metri, realizzato in puro argento fuso (pesa circa due tonnellate), disegnato dall’austriaco J.E. Fischer von Erlach e completato soltanto nel 1771.

La leggenda narra che San Giovanni Nepomuceno fosse il confessore della regina Sofia, moglie di Venceslao IV; quest’ultimo, geloso e sospettoso di continui tradimenti ricevuti, si dice che pretese dal santo che gli rivelasse i peccati confessati dalla moglie; Giovanni però si rifiutò con fermezza di tradire il segreto confessionale, subendo per questo la tortura e l’uccisione. 

Seppur questa leggenda sia storicamente infondata, è certo che San Giovanni Nepomuceno entrò in attrito con Venceslao IV, il quale il 20 marzo 1393 lo fece torturare e gettare nel fiume Moldava; la scena rappresentante la gettata dal ponte è osservabile nel bassorilievo alla base del sepolcro. 

Il corpo morto di San Giovanni Nepomuceno fu trovato dopo un mese vicino al convento di Sant’Agnese, sepolto e tre anni dopo fu messo nella cripta della Cattedrale. 

Sempre secondo la leggenda, quando il corpo fu recuperato dalle acque, intorno alla sua testa brillavano cinque luci o stelle, simboleggiando le cinque lettere della parola latina TACUI (“ho taciuto”), ed è per questo che tutte le rappresentazioni di San Giovanni Nepomuceno, compresa quella della statua del suo sepolcro, lo ritraggono con un’aureola a cinque stelle.

L’esterno della Cattedrale di San Vito a Praga: cosa vedere prima di entrare

La Cattedrale di San Vito però ha molto da raccontarci anche dal suo aspetto esterno, che si può apprezzare gratuitamente.

Arrivando dalla seconda corte del Castello alla terza, dove appunto si trova il Duomo di Praga, non si può restare indifferenti alla vista della facciata frontale, che si offre in tutta la sua maestosità dopo aver attraversato un breve passaggio a galleria. 

La cattedrale di San Vito fu fondata il 21 novembre 1344, quando Praga passò dall’essere sede vescovile a sede arcivescovile, ma i lavori per la sua ultimazione furono portati a termine soltanto nel 1929 dall’architetto Kamil Hilbert, preceduto e diretto da Josef Mocker dal 1873. La facciata frontale è pertanto risalente al XX secolo, in stile neogotico.

La Cattedrale di Praga è dedicata a San Vito (in realtà ufficialmente ai Santi Vito, Venceslao e Adalberto) per volere del principe Venceslao I di Boemia. Il motivo di questa scelta è dovuto al fatto che nel 929 d.C. Venceslao scelse di evitare una devastante guerra contro il re germanico Enrico I, accettando di pagare un tributo e sottomettendosi politicamente per proteggere il proprio popolo. 

In segno di riconoscimento e al fine di sugellare questo accordo, Enrico I volle donare a Venceslao una preziosa reliquia: il braccio di San Vito. 

Per custodire degnamente la reliquia del martire siciliano, Venceslao fece costruire intorno al 929 una rotonda circolare nel Castello di Praga: questa rotonda finì per costituire il nucleo originario sopra il quale nei secoli successivi fu costruita la Cattedrale di San Vito. 

Durante la sua spedizione italiana per l’incoronazione imperiale a Roma nel febbraio del 1355, Carlo IV venne a conoscenza del ritrovamento di altre reliquie di San Vito presso la chiesa di San Marino a Pavia, dunque inviò subito una lettera da Pisa all’allora arcivescovo di Praga Arnošt di Pardubice, anche lui impegnato per la costruzione della Cattedrale di Praga, informandolo circa questo importante ritrovamento. 

Essendo il culto di San Vito così centrale per la legittimazione spirituale e la sacralità della corona boema, Carlo IV riportò queste ulteriori reliquie all’entusiasta arcivescovo di Praga. Tanto la scena di San Venceslao che riceve in dono un braccio di San Vito da Enrico I, quanto quella di Carlo IV che consegna le reliquie del Santo siciliano all’arcivescovo Arnošt di Pardubice, sono rappresentate nella parte in alto dei bassorilievi in bronzo che decorano il portone di ingresso principale del Duomo di Praga, opere realizzate dallo scultore Otakar Španiel e disegnate dall’artista Vratislav Hugo Brunner tra il 1926 e il 1929.

L’imperatore Carlo IV e il primo arcivescovo di Praga Arnošt di Pardubice sono stati pertanto i fondatori della parte gotica della cattedrale e i due principali promotori della sua costruzione. La loro importanza è stata ulteriormente sottolineata ed omaggiata dagli architetti e dagli artisti che ultimarono la cattedrale, ovvero Josef Kranner e i già citati Josef Mocker e Kamil Hilbert, che vollero posizionare la statua dei due padri della cattedrale nella nicchia destra e in quella sinistra sopra il portale di ingresso, all’altezza del cornicione del primo piano.

Interessante osservare anche come Kamil Hilbert e Josef Mocker abbiano voluto creare un legame iconografico collegando idealmente chi ha iniziato la costruzione della Cattedrale con chi l’ha portata a termine. In effetti abbiamo visto come all’interno dell’edificio nel triforio che corre lungo il perimetro del coro l’architetto Peter Parler abbia voluto inserire il suo busto e quello del predecessore Mattia d’Arras, primi ad essere incaricati a progettare il Duomo; allo stesso modo Hilbert e Mocker hanno inserito il loro busto nella parte sottostante il grande rosone della facciata, assieme all’autore della finestra del rosone Kysela e allo storico d’arte Zdeněk Wirth.

Se la facciata principale ha quindi molto da raccontarci, non da meno è la facciata meridionale che si affaccia sul terzo cortile del castello, indubbiamente la corte dal maggior fascino. Da questa parte in effetti si può osservare l’intero corpo dell’edificio, ed analizzarne così lo sviluppo che ne ha portato all’ultimazione.

La parte tergale dell’edificio, ossia la zona absidale, è la prima ad essere stata realizzata, a partire dalla metà del XIV secolo, su progetto di Mattia d’Arras. Con le sue guglie, i contrafforti, gli archi rampanti, questa parte ci parla un linguaggio gotico di stampo francese dei più canonici. La discontinuità cromatica ci segnala una discontinuità temporale nell’ultimazione della Cattedrale, la parte più antica è infatti quella decisamente più scura, poiché la pietra porosa nell’ossidarsi e assorbendo la pioggia nei secoli ha assunto un colore quasi nero.

Spostando lo sguardo verso sinistra, si può osservare la celebre porta d’oro, oltre la quale si trovano gli originali gioielli della corona boema non esposti al pubblico. Questa parte è progettata dal tedesco Peter Parler. 

La porta d’Oro è sormontata dal mosaico raffigurante i sei Patroni di Boemia, inginocchiati dinnanzi ad un Dio castigatore durante il Giudizio Universale. Sotto i sei Patroni di Boemia si possono osservare Carlo IV e la moglie Elisabetta, finanziatori di questa parte della Cattedrale. 

Questo mosaico fu realizzato tra il 1370 e il 1371 da maestri vetrai e artisti veneziani, è composto da circa un milione di tessere di vetro e pietra in oltre 30 diverse tonalità di colore, ed è considerato il più importante mosaico medievale monumentale esterno a nord delle Alpi, riportato al suo splendore originale negli anni Novanta grazie al restauro finanziato dalla Getty Foundation.

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Il rosone esterno della Cattedrale San Vito Praga

La Grande Torre Sud della Cattedrale di San Vito e la parte neogotica

Spostandoci ancora a sinistra, si può osservare la Grande Torre Sud della Cattedrale di San Vito (Velká jižní věž) alta quasi 100 metri. Fondata alla fine del XIV secolo (iniziata da Petr Parléř), arricchita da un ballatoio rinascimentale nel XVI secolo e da una cupola barocca, la torre è stata comunque completata e restaurata durante il regno di Rodolfo II, che volle firmare anche lui il suo lavoro inserendo la lettera «R» nella ricca decorazione in ferro battuto e dorata che adorna la grande finestra meridionale. 

Lo stesso Rodolfo II commissionò anche la realizzazione dei due orologi sulla torre, uno dei quali segna i minuti e l’altro le ore, scelta questa probabilmente dovuta alla complessità per l’epoca di realizzarne uno singolo col doppio meccanismo.

La parte ancora a sinistra rispetto alla torre è quella ultimata nel XX Secolo principalmente dall’architetto Josef Mocker. Dinnanzi alla parte neogotica, parte bassa del lato meridionale, si possono osservare anche le rovine della basilica di Spytihněv, il secondo tempio dedicato a San Vito, voluta dal principe Spytihněv II a partire dal 1060 per sostituire la già citata precedente e ormai troppo piccola rotonda preromanica fatta costruire da San Venceslao nel 929 d.C.

La storia della Cattedrale di San Vito di Praga

Spinto dal sogno di Carlo IV di creare un centro spirituale per la sua amata città, la costruzione della Cattedrale di San Vito iniziò nel 1344, sulle fondamenta di una chiesa a rotonda fondata circa quattrocento anni prima dal cosiddetto “Buon Re” San Venceslao.

L’architetto principale, Mattia di Arras, si ispirò per il suo progetto alle magnifiche cattedrali gotiche della sua Francia natale. Dopo la morte di Mattia, avvenuta otto anni più tardi, i lavori furono affidati al giovane architetto svevo Peter Parler, che all’epoca aveva soltanto 23 anni. I suoi progetti, caratterizzati dallo stile tardogotico tedesco, comprendevano un innovativo sistema di volte a reticolo, che creava uno spettacolare motivo a zigzag sul soffitto della cattedrale. 

Il re, rimasto profondamente colpito dal suo talento, affidò a Parler anche la progettazione del Ponte Carlo, rallentando così i lavori di costruzione della cattedrale. Durante le guerre hussite, la costruzione si interruppe completamente, mentre il devastante incendio del 1541 rappresentò un ulteriore e grave ostacolo. 

La cattedrale rimase incompiuta fino alla metà del XIX secolo, quando venne fondata l’Unione per il Completamento della Cattedrale di San Vito. I lavori ripresero quindi con grande impegno sotto la direzione di diversi architetti, tra cui Josef Mocker, che progettò la facciata occidentale con le sue imponenti guglie in stile neogotico.

Chi è sepolto nella Cattedrale di San Vito

Fra i principali sovrani sepolti nel Duomo di Praga annoveriamo certamente Carlo IV, Venceslao IV, Giorgio di Podebrady, Ferdinando I d’Asburgo, Massimiliano II d’Asburgo, Rodolfo II d’Asburgo. 

Sono sepolte nel Duomo di Praga anche le regine e consorti Anna di Świdnica (terza moglie di Carlo IV), Anna di Baviera (seconda moglie di Carlo IV), Elisabetta di Boemia (madre di Carlo IV), Barbara di Cilli (seconda moglie dell’imperatore Sigismondo). 

Fra i Santi e le figure religiose sepolti in questo luogo sacro ricordiamo invece San Venceslao, Sant’Adalberto di Praga, San Giovanni Nepomuceno, così come diversi vescovi ed arcivescovi di Praga. 

Sono infine sepolti nella Cattedrale di San Vito anche i costruttori Peter Parler e Mattia d’Arras, nonché alcuni esponenti delle rilevanti famiglie nobiliari boeme degli Wallenstein, i Martinic, gli Šternberk.

Consigli pratici per visitare la Cattedrale di San Vito a Praga

Gli orari di apertura della Cattedrale di San Vito subiscono spesso importanti e repentine variazioni. Si consiglia quindi di visitarla la mattina nei giorni feriali (se gli orari lo consentono), generalmente c’è meno affollamento rispetto alle ore centrali.

Si consiglia di controllare sempre dal sito ufficiale le eventuali chiusure per le celebrazioni religiose. 

Se capita di visitare la Cattedrale di San Vito durante il fine settimana, bisogna mettere in conto una mezz’ora di fila prima di accedere, a prescindere che si abbia già acquistato preventivamente il biglietto del circuito B o meno. 

Non è richiesto alcun abbigliamento in particolare, ma considerando che si accede ad un luogo sacro è ovviamente obbligatorio per gli uomini togliere il cappello prima di entrare. 

I controlli di sicurezza non si trovano in Cattedrale, ma nel precedente ingresso all’area del Castello, dove ci sono i metal detector.

Vetrate della Cattedrale San Vito Praga - PudelekMody: Albertus teolog, retouched Mody: kaʁstn Disk/Cat, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Conclusioni

Il Castello di Praga è il monumento storico più importante dell’intero Paese, dunque una visita è fondamentale. Andare a Praga e non attraversare le corti di questo enorme organismo edilizio, tornare a casa senza averne compreso l’importanza ed il valore storico, sarebbe un grandissimo errore.

La Cattedrale di San Vito a Praga è sicuramente il manufatto architettonico più denso di storia dell’intero complesso. Per le persone interessate a conoscere a fondo la storia del Castello e della Cattedrale, ma anche quella dell’affascinante quartiere di Malá Strana situato proprio ai piedi del complesso palazzesco, vi consigliamo la visita guidata di Tour Italiano Praga, acquistabile online, che non include l’ingresso in Cattedrale, ma vi permette di comprenderne a fondo la storia e la rilevanza, osservarne i dettagli, conoscere ciò che si ha davanti anziché limitarsi ad osservarlo.

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Davide
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