IL PONTE CARLO DI PRAGA
STORIA E CURIOSITÀ

Il Ponte Carlo di Praga, bellissimo ponte gotico, collega la città vecchia con il quartiere di Malastrana. Scopri i suoi segreti!
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Il ponte Carlo di Praga

È il ponte più famoso di Praga, in stile gotico, che collega la città vecchia con il quartiere di Malastrana.

Un tempo consentiva il passaggio di 4 carrozze affiancate. Attualmente è un ponte soltanto pedonale, anche se io me lo immaginavo diverso quando l’ho visto per la prima volta, con il passaggio di carrozze e qualche automobile.

È ormai diventato giustamente il simbolo della città. Nessuno visita Praga senza ammirarlo; anch’io mi sono adeguata e ho fotografato in lungo e in largo i miei amici e me stessa sul ponte. Mi sono fatta immortalare nei punti più strategici, facilmente riconoscibili per la forte presenza di turisti.

Ma pima di iniziare ad esplorare il ponte Carlo di Praga, se desiderate un’ottima guida cartacea per il resto della città, vi consigliamo di acquistare la preziosissima Lonely Planet con mappa estraibile: fodamentale!

Il ponte Carlo di Praga Storia e Curiosità. Salta a:

IL PONTE CARLO DI PRAGA: STORIA

Prima di essere il ponte come possiamo vederlo ai giorni nostri, si chiamava Ponte Giuditta (prima edificato in legno, poi in pietra) che venne distrutto da un’alluvione.

Carlo IV (Re di Boemia e Imperatore del Sacro Romano Impero) commissionò a Peter Parler nel 1357 la costruzione del ponte che avrebbe dovuto essere robusto e forte per celebrare la potenza del suo fondatore. Interessante la leggenda delle uova per la sua costruzione di cui parleremo più avanti.

È stata iniziata la costruzione nel 1357 e terminata nel 1402: ci sono voluti, si fa per dire, appena 45 anni per portarlo a termine. Pare che Carlo IV abbia voluto che la prima pietra fosse posata il 9 luglio del 1357 alle 05:31. In tal modo, quasi per scaramanzia, la data di inizio lavori crea una sequenza importante e particolarmente fortunata che si può leggere in un senso e nell’altro: 1 – 3 – 5 – 7 – 9 – 7 – 5 – 3 – 1. Fino al 1741 è stato l’unico ponte sulla Moldava.

ponte carlo di praga storia e curiosità
Il ponte Carlo di Praga Storia e Curiosità

IL PONTE CARLO DI PRAGA: UBICAZIONE

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Ubicazione del ponte Carlo di Praga

IL PONTE CARLO DI PRAGA: CURIOSITÀ

Le statue del Ponte Carlo di Praga

Sul ponte si trovano una serie di statue, circa 30. Si tratta di copie per lo più, per limitare i danni del tempo. Gli originali sono conservati al Museo Nazionale e a Vysehrad.

La più famosa è sicuramente quella di Giovanni Nepomuceno, canonico nella Cattedrale della città e predicatore alla Corte di Venceslao che lo fece uccidere per annegamento. Divenne Santo, patrono della Boemia, dei confessori e di tutte le persone in pericolo di annegare. La sua festa è il 20 marzo, giorno in cui fu gettato nella Moldava e vi affogò.

Questa statua venne aggiunta nel 1683. Ci si volle ispirare alle sculture del Bernini sul ponte di Castel Sant’Angelo a Roma.

L’immagine del Santo appare lucida perché toccarlo è considerata un gesto scaramantico. Perché Nepomuceno fece questa brutta fine? Venne considerato un martire del segreto professionale perché si sarebbe rifiutato, dice la leggenda, di riferire al Re Venceslao i peccati che gli erano stati confidati dalla Regina Sofia.

Il sovrano allora lo fece uccidere. Sembra che tutto ciò in realtà non sia avvenuto. Nepomuceno non è morto annegato, ma fu gettato in acqua già morto per ictus cerebrale.

Vicino a questa statua si trova sul parapetto una croce a 5 stelle: si devono mettere le dita, una per ciascuna stella, si alza la mano e si esprime un desiderio. Questo si avvera e in più si ritorna entro breve nella città. Si realizzerà veramente il vostro desiderio? Tornerete di sicuro a Praga un’altra volta?

La prima volta che sono andata a visitare la città con amici abbiamo fatto tutti questo rituale, ad eccezione di un mio collega che si è rifiutato per motivazioni personali. Incredibile. Quest’ultimo è stato l’unico a ritornare presto a Praga. L’eccezione che conferma la regola.

Tutte le guide si sperticano ad evidenziare che questa croce a 5 stelle sia posizionata tra le statue 12 e 14. Nonostante ciò la prima volta che sono andata a Praga ho faticato alquanto a trovarla. Si può credere o non credere, ma nel dubbio… Forza allora: toccate la statua nel punto più lucido e fate la procedura scaramantica che vi ho spiegato. Il vostro desiderio si avvererà e in più tornerete a Praga. Dovete esserne convinti!

Per le altre statue consiglio di procurarsi una scheda che le esamini tutte. Ognuno si soffermerà su quelle che interesseranno maggiormente.

Segnalo in particolare quelle che sono piaciute a me personalmente:

Sant'Ivo di Bretagna

Patrono degli avvocati, dei giuristi, delle donne e degli uomini di legge in generale. Insegnando io diritto questo santo mi ha sempre affascinato, soprattutto dopo un mio viaggio in Bretagna dove avevo ammirato chiese a lui dedicate e luoghi in cui aveva vissuto.

Santa Ludmilla

Considerata la madre dei poveri e dei sofferenti e che è sepolta nel quartiere di Hradcany nella Basilica di San Giorgio, l’edificio romanico più antico di tutta la Boemia.

La statua di Bruncvik

L’eroe nazionale ceco che volle emulare il famoso Ulisse e partì da Praga lasciando a casa la moglie che ovviamente non era d’accordo. Diede a quest’ultima un suo anello e si fece dare dalla moglie il suo. Le fece una promessa di non rimanere assente per più di 7 anni. Se non fosse tornato in tempo la moglie avrebbe potuto risposarsi.

Vicino al mare si imbarcò con il suo seguito su una grande nave, incontrò una violenta tempesta e con i suoi uomini si vide costretto ad attraccare su un’isola dove rimase per molto tempo.

Tutti morirono ad eccezione dell’eroe e dell’uomo più anziano dell’equipaggio. Il primo cercò di scappare dall’isola; il secondo suggerì a Bruncvik le modalità, vale a dire di utilizzare un uccello carnivoro del luogo per scappare, nelle pelli dei cavalli morti, in modo di poter essere trasportato fuori dall’isola quando il grande uccello andava a dar da mangiare ai suoi piccoli.

Alla fine ci riuscì, entrò in una foresta dove incontrò un leone che divenne suo amico per tutta la durata della sua vita. Il leone al momento dell’incontro stava lottando contro un mostro. Bruncvik lo aiutò, vinsero, ma erano ridotti male. Quest’ultimo aveva paura di essere divorato dal leone, si ritirò su un albero e alla fine il leone si occupò di lui dandogli da mangiare e da bere.

Il leone divenne il suo migliore amico. Bruncvik tentò di fuggire dal leone salendo a bordo di una barchina, in quanto era a disagio per cosa potessero pensare gli altri vedendolo con lui. Il leone a nuoto lo raggiunse e da allora divennero inseparabili.

Alla fine l’eroe trovò un re che lo volle tenere per sé e ottenne da lui di poter ritornare a Praga. Quando arrivò in città si accorse che c’erano in corso grandi festeggiamenti, dovuti al secondo matrimonio di sua moglie, passati i 7 anni di assenza.

Bruncvik fece avere alla moglie il suo anello e le nozze furono fermate. Vissero felici e contenti per tantissimi anni, come succede nelle favole.

Il Turco di Praga

Un gruppo di statue, conosciute come Il Turco di Praga, figura che appare ormai ovunque nell’arte, nelle sculture, nei presepi ecc.

San Vito

Il santo prediletto da Carlo IV, il santo patrono della danza e spesso invocato per guarire le convulsioni. È ritratto con i lupi che avrebbero dovuto sbranarlo e che invece lo risparmiarono.

La crocefissione del XVII

Per 200 anni il crocefisso ligneo fu l’unica decorazione del ponte. Le parole dorate “SANTO, SANTO, SANTO SIGNORE” furono pagate da un ebreo come punizione per una frase blasfema.

Ponte Carlo di Praga Statue

I VODINK

Si trattava di folletti che, come è sempre ricordato in tutte le varie guide o in articoli sul web, trascinavano le persone nelle loro grandi pentole per conservarle.

Si racconta che di notte quando la gente andava a dormire le statue si animavano per far festa quando sull’isola di Kampa nasceva un bambino. Si evidenzia così come il ponte Carlo sia davvero un luogo magico.

ENERGIE POSITIVE DEL PONTE

Ecco un’altra curiosità del ponte Carlo di Praga: quando ho visitato per la prima volta la città mi sono avvicinata quasi con riverenza a questo ponte e avendo letto parecchio sull’argomento, sapevo che bisognava attraversarlo con calma e tranquillità, per allontanare le energie negative e avvicinare quelle positive. 

Molte guide parlano di zona positiva del ponte a questo proposito. La gente frettolosa non va bene, non viene accettata, perché crea una specie di inquinamento emotivo.

COSA SI FACEVA E SI FA OGGI SUL PONTE CARLO DI PRAGA

Un tempo il ponte è stato teatro di avvenimenti importanti per la vita del paese. Ad esempio qui si sono realizzate trattative commerciali di ogni genere. Lo stato faceva pagare in questo luogo ai praghesi le tasse, venivano composte le controversie ed eseguite le condanne. Vi si svolgevano tornei e giochi vari.

Il ponte ha visto passare i cortei dei nobili che partecipavano alle incoronazioni nella Cattedrale di San Vito. Oggi è pieno di bancarelle con cui gli artigiani fanno le loro offerte, di artisti di strada e musicisti che offrono la loro musica ai turisti.

LA LEGGENDA DELLE UOVA

Si racconta che il costruttore del ponte propose di unire alla calce delle uova che potessero consentire di avere un’opera sempre più robusta. Le uova dovevano pervenire da tutte le città del regno.

Le più vicine non avevano problemi, quelle più lontane avevano paura che le uova si potessero rompere e pensarono di cuocerle sode per il viaggio.

Alla fine venne costruito un ponte robusto che sta resistendo ancor oggi e che è sopravvissuto a numerose inondazioni e a due guerre mondiali.

PORTE DI INGRESSO AL PONTE CARLO DI PRAGA

Dalla parte della città vecchia una delle più belle torri gotiche dell’Europa centrale (MOSTECKA BRANA). Sopra l’Arco della porta ci sono gli stemmi di tutti i paesi governati dalla Dinastia dei Lussemburgo.

Più avanti le insegne reali boeme. Al primo piano statue di Carlo IV e Venceslao IV. Più sopra San Vito. In alto lo scudo con l’aquila di San Venceslao. Ancora più in alto i patroni Boemi, Sant’Alberto e San Sigismondo.

Dalla parte di Malastrana una piccola torre romanica con i resti del ponte Giuditta (MALOSTRANSKE MOSTECKE VEZE) e una torre più alta tardo gotica.

Vicino alla TORRE DALLA PARTE DELLA CITTÀ VECCHIA si trova una statua di un uomo barbuto intagliato nella pietra, un certo BRADAC.

Questa statua e i suoi baffi erano visti come uno strumento per stimare il livello delle acque in caso di piena: al mento il fiume sarebbe straripato ed era il caso di evacuare le persone che abitavano vicino al fiume. Alla bocca l’acqua sarebbe presto finita nelle strade della città vecchia. Oltre la pelata l’acqua avrebbe raggiunto la Piazza della città vecchia (sopra la testa) e gli abitanti avrebbero dovuto circolare con le barche.

Secondo una leggenda, dopo l’insurrezione del 1621, in cima alla torre vennero esposte le teste dei capi della rivolta poste proprio in questo luogo come ammonimento dopo l’esecuzione nella Piazza della città vecchia.

Alcuni dicono che le anime di quegli uomini vaghino intorno alla torre in cerca delle proprie teste e che nelle notti più buie si possono udire i loro lamenti.

Come sculture della Torre dalla parte della città vecchia troviamo San Vito, patrono del ponte, Carlo IV (a sinistra) e Venceslao IV, come già evidenziato più sopra. Da notare nell’angolo di sinistra della torre un piedistallo con due figure, un uomo (un cavaliere) e una donna che si sta alzando la gonna.

Per tanto tempo si era pensato fosse Martin Lutero, che sposò una suora e rappresentava una sorta di ripugnanza che i cattolici di quel tempo sentivano nei confronti dei luterani. Secondo un’altra leggenda rappresenterebbe un monaco nell’atto di sedurre una suora.

Conclusioni

Il Ponte San Carlo di Praga è un’attrazione immancabile quando visiterete la città. Il ponte racchiude una storia intrigante, magica e con tantissime curiosità.

Consiglio di ammirarlo al mattino oppure verso il tramonto con il Castello come sfondo pieno di luci, sostanzialmente in momenti in cui dovrebbe esserci meno gente.

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