Il quartiere Montparnasse
Parigi
La città di Parigi è suddivisa in 20 arrondissements, distretti amministrativi che hanno la particolarità di espandersi a forma di spirale o, come dicono in tanti, di guscio di lumaca. Le numerazioni più basse tendenzialmente partono dal centro fino ad allargarsi all’estrema periferia. All’interno dei vari arrondissements si trovano i quartieri, 4 per ogni distretto, per un totale quindi di 80.
In questo articolo ci occuperemo di Montparnasse, quartiere storico a suo tempo culla della cultura bohemien.
Ma prima di cominciare questo articolo sul quartiere Montparnasse di Pargi, come al solito vi consigliamo la guida Lonely Planet, con una comoda carta estremamente dettagliata con i monumenti in evidenza!
Dove si trova il Quartiere Montparnasse
Montparnasse si trova nel XIV arrondissement, riva sinistra della Senna, ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, in particolare tramite le linee della metropolitana nr. 4 (fermate Vavin, Raspail e Montparnasse – Bienvenue), 6 (Raspail e Montparnasse – Bienvenue) e 13 (Montparnasse – Bienvenue e Plaisance)
Il quartiere, data la sua grandezza, tocca anche altri due arrondissements: il 15°, residenziale e commerciale, e il 6°, particolarmente elegante e caratterizzato dalla presenza di uno degli ingressi dei Giardini di Lussemburgo, ubicato alla fine del Boulevard du Montparnasse e di fronte alla Closerie des Lilas.
Quartiere Montparnasse: cosa vedere e fare
Il quartiere Montparnasse nasce come villaggio rurale e deve il suo nome al Monte Parnaso, dimora delle Muse nella mitologia greca. Dove ora sorge il quartiere, un tempo vi era un piccolo monte, poi abbattuto per far spazio al Boulevard du Montparnasse, ancora oggi simbolo, assieme al Boulevard Raspail, del quartiere.
Numerosi gli artisti che in passato amavano fermarsi a Montparnasse, da Pablo Picasso a Joan Miró, da Édouard Degas a Salvador Dalí. Era loro abitudine darsi appuntamento in famosi café, alcuni dei quali ancora oggi esistenti, come il café Le Dôme, la Closerie des Lilas o la Coupole.
In un ipotetico itinerario, tanti sono i punti di attenzione che questo vivacissimo quartiere offre ai turisti:
Tour Montparnasse
Assieme alla Tour Eiffel domina Parigi, e con il suo inconfondibile colore scuro la si può ammirare da quasi ogni angolo della città. È un grattacielo alto 210 metri, inaugurato nel 1973, e per decenni è stato l’unico dentro i confini di Parigi.
Attenzione, una notizia importante per chi sta organizzando il viaggio: l’Osservatorio Panoramico ha chiuso al pubblico il 31 marzo 2026 e resterà chiuso per diversi anni. Non è quindi più possibile salire in cima, né accedere alla terrazza del 59° piano.
La chiusura fa parte del progetto “Demain Montparnasse”, che trasformerà completamente l’edificio: le vetrate scure saranno sostituite da vetri trasparenti, all’interno arriveranno hotel, ristoranti e negozi, e in cima è previsto un grande giardino sospeso. Anche il centro commerciale alla base sarà ricostruito su progetto di Renzo Piano.
Se cercate un punto panoramico su Parigi, in attesa della riapertura restano il Sacré-Cœur a Montmartre, la terrazza delle Galeries Lafayette e quella dell’Institut du Monde Arabe, tutte gratuite, oltre naturalmente alla Tour Eiffel.
Le Catacombe
A pochi minuti dal cimitero, sotto Place Denfert-Rochereau, si apre l’ingresso di uno dei luoghi più impressionanti di Parigi. Le Catacombe custodiscono i resti di oltre sei milioni di persone, trasferite a partire dal 1786 dai cimiteri cittadini ormai saturi verso le antiche cave di calcare da cui era stata estratta la pietra per costruire la città.
Il percorso aperto al pubblico si snoda per circa un chilometro e mezzo tra gallerie in cui le ossa sono accatastate in muri ordinati, intervallati da iscrizioni filosofiche incise nella pietra. Si scende con 131 gradini e si risale con 112, senza ascensore, e la temperatura resta costante intorno ai 14 gradi tutto l’anno: serve una giacca leggera anche ad agosto, e scarpe chiuse perché il pavimento è spesso umido e irregolare.
Dopo una chiusura di sei mesi per lavori, le Catacombe hanno riaperto nella primavera del 2026 con un percorso completamente rinnovato: nuova illuminazione a LED che mette in risalto dettagli prima invisibili, e un’esperienza audio immersiva che accompagna la visita. Chi le aveva già viste prima della chiusura trova qualcosa di sensibilmente diverso.
L’ingresso è al numero 1 di Avenue du Colonel Henri Rol-Tanguy, a una cinquantina di metri dalla stazione Denfert-Rochereau, servita dalle linee 4 e 6 della metropolitana e dal RER B. Attenzione a un dettaglio che spiazza molti: l’uscita si trova a diverse centinaia di metri di distanza dall’ingresso, quindi non tornate al punto di partenza e tenetene conto se avete lasciato qualcosa in deposito o avete appuntamenti subito dopo.
La visita si fa solo con prenotazione obbligatoria a fascia oraria: non esiste più la biglietteria sul posto e la vecchia fila in piazza è sparita. Gli ingressi sono limitati a 200 persone alla volta nelle gallerie, quindi gli slot si esauriscono in fretta, soprattutto nei fine settimana, durante le vacanze scolastiche e nel periodo di Halloween.
Conviene prenotare con due o tre settimane di anticipo, e se sul sito ufficiale non trovate più posto potete acquistare i biglietti con audioguida su altri siti abilitati: il prezzo è più elevato, ma potrebbe essere l’unica opzione disponibile.
Le fasce del primo mattino e quelle dopo le 18 sono le più tranquille. Il percorso non è accessibile a chi ha difficoltà motorie né con il passeggino, e i bagagli ingombranti non sono ammessi.
Museo Bourdelle
È dedicato a Émile-Antoine Bourdelle, uno dei più grandi scultori francesi di ogni tempo. Il museo non è altro che la casa in cui visse l’artista dal 1885 al 1929, anno della sua morte.
Allievo di Rodin, Bourdelle creò opere rimaste nella storia, come “Heracles Archer”, la statua equestre del generale Alvear o i bassorilievi per il Théâtre des Champs-Élysées.
Non si dedicò soltanto alla scultura, ma anche alla creazione di dipinti, ritratti e affreschi. Nel museo sono anche presenti opere dello stesso Rodin, di Carrière ed Eugène Delacroix.
L’indirizzo è Rue Antoine Bourdelle nr. 18 ed è aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18. All’interno si trova anche un caffè ristorante, le Rhodia, aperto fino alle 17:30.
Le mostre permanenti sono accessibili gratuitamente, mentre quelle temporanee di solito hanno un costo che non supera i 10 euro a persona, con riduzioni peraltro previste per i ragazzi fra i 18 e i 26 anni e la gratuità per i minori di 18.
Jardin Atlantique
Si tratta di un grande spazio verde, aperto nel 1994, che ha la particolarità di trovarsi sopra la stazione ferroviaria di Montparnasse.
È posizionato su un quadrato di cemento sostenuto da 12 colonne. Offre tranquillità ai visitatori ma anche a chi, fra un treno e l’altro, desidera ritagliarsi momenti di pace e relax.
Cimitero di Montparnasse
È il secondo più grande di Parigi, con i suoi 19 ettari e 1200 alberi e si trova in Boulevard Edgar Quinet nr. 3. Facilmente raggiungibile tramite metropolitana, linea 6 fermate Raspail o Edgar Quinet, è aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 18.
Inaugurato nel 1824, ospita le spoglie di famosissimi personaggi della cultura e dell’arte, quali ad esempio Charles Baudelaire, Simone de Beauvoir, Guy de Maupassant o Samuel Beckett.
Se siete interessati a questo argomento, vi invitiamo a leggere il nostro articolo sul cimitero di Montparnasse e quello sui cimiteri di Parigi.
Dove mangiare a Montparnasse
Montparnasse è un quartiere ad alta densità di locali. Ce ne sono di ogni tipo e per qualsiasi gusto, dalle storiche brasseries ai bouillons, dai ristoranti etnici alle creperies.
È il mio quartiere del cuore (ne spiegherò in chiusura le ragioni) e il Boulevard du Montparnasse è la mia comfort zone per ciò che riguarda le frequentazioni enogastronomiche. Mi limiterò ad elencare locali che conosco bene e che a mio modestissimo parere meritano menzione:
La Rotonde
Qui si respira l’atmosfera di una Parigi d’altri tempi, con iconici interni di velluto rosso e pareti decorate. All’inizio del secolo scorso era frequentato da artisti del calibro di Picasso e Modigliani.
La sua cucina è quella tipica francese, carne o pesce, la qualità è sempre di alto livello. Intrigante la vasta scelta di formaggi e la carta dei vini con varie possibilità di scelta. Il servizio è professionale, rapido e gentile. Aperto ogni giorno dalle 8 alle 24, si sviluppa su due piani con tavoli all’aperto.
Suggerirei sempre, se possibile, la prenotazione di persona o tramite telefono anche perché il sito web, ad oggi, ancora non prevede questa opzione. Se può interessare il mio parere, qui ho assaggiato una sublime zuppa di cipolle.
📍 Boulevard du Montparnasse nr. 105, angolo con Boulevard Raspail.
La Coupole
Si trova quasi di fronte alla Rotonde, dalla parte opposta della strada. Confesso che ci andai la prima volta dopo aver letto che era uno dei locali preferiti dal Commissario Maigret, personaggio nato dalla fantasia del grande scrittore Georges Simenon.
Non ne sono rimasto deluso,anzi, e la raffinata cucina francese che si può gustare, fra antiche tradizioni e innovazione, mi ha subito conquistato. Gli interni sono in stile Art Deco, servizio di norma eccellente e possibilità in questo caso di prenotare anche tramite sito web (opzione sempre consigliabile)
📍 Boulevard du Montparnasse nr. 102
Bouillon Chartier
Ci siamo occupati qualche settimana fa dei bouillons a Parigi, ed in particolare del Bouillon Racine, e di come questi locali diano la possibilità di abbinare una buona qualità a prezzi molto più bassi della media.
Gli interni qui sono in stile Art Nouveau, la cucina classica francese con antipasti, primi piatti e dessert che si possono ordinare spendendo anche meno di 10 euro a portata.
Non si accettano prenotazioni e questo può rappresentare un piccolo problema anche perché, come accade davanti alla stragrande maggioranza dei bouillons, la fila è sempre piuttosto lunga.
📍 Boulevard du Montparnasse nr. 59, quasi all’angolo con Rue des Rennes.
Leon
Fa parte di una catena di ristoranti di origine belga (a Parigi ce ne sono altri) specializzati soprattutto in “moules-frites”, letteralmente cozze e patate fritte, cucinate nei più svariati modi.
Il rapporto qualità/prezzo a mio parere è ottimo e può essere una buona idea per qualcosa di alternativo. Non ho mai avuto problemi a trovare posto in quanto c’è un rapido ricambio ai tavoli. Il sito web comunque offre la possibilità di prenotare.
Aperto tutti i giorni dalle 11,45 alle 23 (venerdì e sabato fino alle 23,30).
📍 Boulevard du Montparnasse 82 bis.
La Manifattura
Sono sempre tante le persone che, quasi timidamente, chiedono notizie su eventuali ristoranti italiani a Parigi.
Non ci trovo nulla di male, l’importante è sapere quale locale scegliere. Io consiglio questo, che si trova praticamente di fianco alla Coupole ed è gestito da simpaticissimi e bravi ragazzi italiani. Il ristorante è aperto dal 2019 ma ha saputo rapidamente imporsi all’attenzione di parigini e turisti.
Il menù è snello ma di ottima qualità, e vi assicuro che le pizze alla Manifattura hanno poco da invidiare a quelle di casa nostra.
È aperto dal lunedì al sabato (12,00/15,00 e 19,00/23,00) e la domenica dalle 12,00 alle 22,30
📍 Boulevard du Montparnasse nr. 106
Le Dôme
Al 108 del Boulevard du Montparnasse, quasi dirimpetto alla Rotonde, il Dôme è nato alla fine dell’Ottocento ed è il più antico del quartetto. Negli anni Venti era uno dei due punti di ritrovo degli americani a Parigi insieme alla Rotonde: Hemingway lo frequentava assiduamente e lo cita nel Sole sorgerà ancora, a volte con ammirazione e a volte con ironia tagliente verso i suoi habitué in posa.
Oggi è soprattutto un ristorante di pesce, con una cucina che punta su ostriche, crostacei e la classica sogliola alla mugnaia. Il conto è decisamente più alto che negli altri locali del quartiere, ma gli interni Art Déco con i boiserie scure e le lampade d’epoca sono rimasti quelli di allora.
📍 Boulevard du Montparnasse nr. 108
Le Select
Aperto nel 1923 sul Boulevard du Montparnasse, il Select è l’unico dei quattro ad aver mantenuto la formula del caffè vero, quello dove ci si siede anche solo per un bicchiere. Fu il primo locale del quartiere a restare aperto tutta la notte, e questo ne fece il quartier generale della Lost Generation: Fitzgerald, Hemingway e Picasso erano clienti abituali.
Il décor è rimasto sostanzialmente invariato da un secolo, e a differenza degli altri non ha subito trasformazioni in ristorante di lusso. È il posto giusto per capire com’erano davvero questi caffè prima che diventassero indirizzi da guida turistica.
📍 Boulevard du Montparnasse, all’incrocio Vavin, oggi Place Pablo Picasso
La Closerie des Lilas
All’estremità orientale del Boulevard du Montparnasse, al numero 171, la Closerie è la più antica di tutte: nasce nel 1847 come guinguette all’aperto circondata da lillà e castagni, e prende il nome dal celebre bal Bullier che si trovava di fronte.
È il locale più legato a Hemingway di tutta Parigi. Abitava in Rue Notre-Dame-des-Champs, a due passi, e qui scrisse buona parte di Fiesta a matita, su quaderni francesi dalla copertina blu. In Festa mobile scrive che non c’era caffè più vicino a casa sua e che era uno dei migliori di Parigi, e spiega di preferirlo al Dôme e alla Rotonde, dove secondo lui si andava soprattutto per farsi vedere. Sul bancone del bar il suo nome è ancora inciso su una targa d’ottone, al tavolo dove sedeva.
Oggi è insieme brasserie, ristorante gastronomico sotto una veranda e piano bar. In carta ci sono quenelle di luccio, tartare di manzo, ostriche e foie gras, oltre al filetto di manzo Hemingway flambé al Bourbon. È il più elegante e il più caro dei quattro, ma anche l’unico dove si può ancora scrivere in pace.
📍 Boulevard du Montparnasse nr. 171, angolo con Avenue de l’Observatoire, a pochi passi dai giardini di Lussemburgo
Hotel A Montparnasse
Ecco alcuni consigli su hotel a Montparnasse:
Hotel in stile Haussmann fra Boulevard du Montparnasse e l’ingresso dei Giardini di Lussemburgo
Si trova poco distante dalla Tour Montparnasse, in una tranquilla strada nei pressi della stazione metrò di Raspail
Struttura in posizione strategica, circondata da ristoranti, negozi e supermarket. Le recensioni sono unanimi nell’evidenziare ordine e pulizia
Conclusioni
Andai a Parigi per la prima volta ad agosto 1999 e se me ne sono pazzamente innamorato, buona parte del merito è di questo quartiere.
Alloggiavo in un minuscolo albergo a Raspail e ricordo come fosse ora il preciso istante in cui, salendo le scale della piccola fermata metrò di Vavin, mi guardai attorno e alzando gli occhi al cielo rimasi estasiato.
Un vero e proprio colpo di fulmine che poi nel tempo si è trasformato in una sorta di piacevole malattia che amo definire “parigite acuta”, malattia che peraltro non ho alcuna intenzione di curare…
Apprezzai fin da subito la vivacità del quartiere, la maestosità dei due boulevards, Montparnasse e Raspail, Rue de la Gaité con i suoi caffè, ristoranti, cinema e teatri, Rue Daguerre, deliziosa strada pedonale con un coloratissimo mercato all’aperto e poi Rue des Rennes, che io adoro percorrere interamente da Boulevard du Montparnasse fino a Saint-Germain.
È un quartiere di cui forse si parla troppo poco, ma che meriterebbe di essere visitato e vissuto.
Ci vediamo prossimamente, sempre qui, per un nuovo itinerario parigino.
Un caro saluto
Sono nato e vivo a Bologna, per decenni impiegato di banca. Segni particolari: innamorato pazzamente di Parigi.
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