Pont Alexandre III: il ponte più bello di Parigi
Posizione strategica, sfarzo e architettura. Così si potrebbero sintetizzare i motivi per cui il Pont Alexandre III è quasi unanimemente considerato il ponte più bello tra i ponti di Parigi.
Inaugurato nel 1900 in occasione dell’Esposizione Universale quale simbolo dell’alleanza franco-russa, collega l’Hôtel des Invalides ai Grand Palais e Petit Palais, attraversando una delle zone più apprezzate dai turisti fra il 7° e l’8° arrondissement, e lo fa mostrando sculture e decori che lo rendono unico, tanto da essere stato dichiarato Monumento Storico nel 1975.
In questo articolo ci occuperemo nel dettaglio dei suoi tratti distintivi e delle curiosità che lo caratterizzano.
Ma prima di cominciare questo articolo sul Pont Alexandre III di Parigi, come al solito vi consigliamo la guida Lonely Planet, con una comoda carta estremamente dettagliata con i monumenti in evidenza!
Dove si trova il Pont Alexandre III
Il Pont Alexandre III collega l’Hôtel des Invalides (capolavoro del classicismo barocco francese all’interno del quale si trova anche la tomba di Napoleone Bonaparte) all’Avenue Winston Churchill, a ridosso della quale sorgono Grand Palais e Petit Palais.
È facilmente raggiungibile sia con la metropolitana (linee 8 e 13 fermata Invalides e linea 1 scendendo a Champs-Élysées Clémenceau poi percorrendo 10/15 minuti a piedi) sia con i bus (linee 63, 83 e 93)
Perché è considerato il ponte più bello di Parigi
Tutti abbiamo sentito parlare almeno una volta di questo ponte, ma è innegabile che occorre attraversarlo per capirne appieno la bellezza. Arte e panorama si fondono assieme offrendo uno spettacolo di colori, decori e luci da mille e una notte con la possibilità di potersi godere, in qualunque momento della giornata, viste mozzafiato quali la Tour Eiffel in lontananza, le Grand Palais e Petit Palais piuttosto che la meravigliosa cupola dorata degli Invalides.
Qualcuno ha scritto che gli altri ponti si attraversano mentre il Pont Alexandre III si vive e respira e io sono totalmente d’accordo.
Le statue e i dettagli da non perdere
Il Pont Alexandre III è un ponte ad arco a campata unica. Alle sue estremità ci sono 4 piloni monumentali alti circa 17 metri, con in cima cavalli alati dorati(o Pegaso) trattenuti ciascuno da una Fama (creatura con le ali) e rappresentanti le Arti, il Commercio, l’Industria e le Scienze.
Al centro invece si trovano bassorilievi in rame martellato e gruppi scultorei raffiguranti le Ninfee della Senna (con gli stemmi di Parigi) e della Neva (con gli stemmi della Russia), ideati e creati per simboleggiare l’alleanza franco-russa. Ad addolcire poi lampioni e balaustre ci pensano decine di cherubini in bronzo e rame, figure angeliche che riescono a dare un tono quasi fiabesco alla maestosità di questo ponte.
Forse però ciò che maggiormente colpisce l’occhio di chi lo guarda è la presenza di ben 32 lampioni in bronzo a forma di candelabro, realizzati in perfetto stile Art Nouveau: quattro di questi, monumentali,occupano la parte superiore dei piloni d’angolo mentre gli altri 28, più semplici nella loro architettura, sono posizionati lungo entrambi i lati.
Il segreto dei quattro piloni
Entrando più nel dettaglio di ciò che rappresentano i 4 piloni, occorre specificare che ogni Fama è opera di scultori diversi:
LATO GRAND PALAIS:
- Fama delle Arti, opera di Emmanuel Frémiet, con alla base la statua della Francia “medievale”
- Fama del Commercio, di Pierre Granet, con statua della Francia “moderna”
LATO INVALIDES:
- Fama delle Scienze, anche questa di Emmanuel Frémiet, con statua del Re Sole
- Fama dell’Industria (o della Guerra), iniziata da Clement Steiner, poi deceduto, e successivamente completata da Eugène Gantzlin, con statua della Francia “rinascimentale”
Questi piloni hanno anche una valenza strategica a livello strutturale, nel senso che al loro interno sono stati messi enormi blocchi in muratura che funzionano come veri e propri contrappesi, evitando lo spostamento dell’arco del ponte verso l’esterno e quindi un potenziale rischio di crollo.
Si consideri infatti che il ponte doveva essere necessariamente basso per non coprire la vista sugli Invalides e che non si volevano grossi pilastri piantati nella Senna per non rischiare di intralciare o bloccare le imbarcazioni.
Quando visitare il ponte: alba, tramonto e ore blu
Premesso che, come già detto, il Pont Alexandre III è incantevole a qualsiasi ora, credo di non sbagliare se dico che le ore del tramonto e della sera sono quelle ideali per attraversarlo, potendo apprezzare i lampioni illuminati che riflettono sulla Senna disegni di luce senza eguali, i cavalli alati che sembrano accendersi col sole che calando accarezza la loro doratura e una vista meravigliosa della cupola degli Invalides e di una Tour Eiffel che col calare delle tenebre inizia a illuminarsi.
Pure l’alba credo riesca a regalare un simile spettacolo, anche perché il ponte quasi deserto può sembrare ancora più affascinante e intimo agli occhi delle poche persone presenti. Io non ho mai avuto il piacere di esserci nelle primissime ore del mattino, posso quindi soltanto immaginare.
Il Pont Alexandre III nei film e nelle serie TV
Sono innumerevoli i film e serie tv in cui il ponte appare, da Midnight in Paris di Woody Allen a Angel di Luc Besson (in cui i protagonisti si incontrano, litigano e si ritrovano su un ponte che pare abbia proprio le caratteristiche riconducibili all’Alexandre III) a Me Before You (qui è stata girata la scena finale), Anastasia e le serie Gossip Girl (con inquadrature anche di un altro famoso ponte, il Des Arts), fino ad arrivare ad Emily in Paris
Cosa vedere intorno al ponte Alexandre III
Grand Palais, Petit Palais e Hôtel des Invalides penso siano quasi sempre presenti nei programmi di viaggio di chi si reca a Parigi.
Les Invalides, immenso edificio voluto dal re Luigi XIV come ospedale o casa di riposo per soldati feriti, ha al suo interno attrazioni come la Chiesa del Dome, con la sua cupola dorata, e la tomba di Napoleone Bonaparte.
Grand Palais e Petit Palais sono stati entrambi costruiti in occasione dell’Esposizione Universale del 1900: il Grand Palais, con la più grande vetrata d’Europa (la Nef), alta 45 metri, è sede di mostre dedicate alla gloria dell’arte francese, mentre il Petit, ideato da Charles Girault, è di fatto il Museo delle Belle Arti di Parigi.
Difficile riuscire a visitare queste tre attrazioni in un’unica mattinata, verrebbe a mancare la sufficiente calma necessaria per apprezzarne tutta la bellezza. È plausibile invece immaginare di recarsi agli Invalides e al Petit Palais al mattino e dedicare almeno parte del pomeriggio al Grand Palais.
Sotto il ponte: le banchine e i locali
Sotto il Pont Alexandre III c’è molta animazione, dovuta al passaggio dei vari traghetti turistici (e ospitando fra l’altro una delle fermate del Batobus) ma anche alla presenza di locali particolarmente frequentati come Le Club Du Faust, Le Rose Bonheur sur Seine, vero e proprio locale galleggiante posizionato su una “peniche” ormeggiata sulla Senna, e il Riviera Fuga, elegante ristorante anch’esso ubicato all’interno di un battello.
Conclusioni
Ogni ponte a Parigi ha una sua storia e ciascuno di noi ha la propria, personale classifica legata soprattutto ad aneddoti o ricordi personali. Ce ne sono 37 in città e ci siamo occupati in un precedente articolo dei 10 ponti più belli sulla Senna.
È indubbio che l’Alexandre III sia fra i più affascinanti; personalmente amo percorrerlo lentamente, fermandomi varie volte per ammirarne l’infinita bellezza e potermi sentire quasi attore protagonista di uno spettacolo unico e irripetibile.
Ci vediamo prossimamente , sempre qui, per un nuovo itinerario parigino.
Un caro saluto.
Sono nato e vivo a Bologna, per decenni impiegato di banca. Segni particolari: innamorato pazzamente di Parigi.
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