Sulle tracce di Mozart
la casa di Mozart a Vienna e altri luoghi

Vienna capitale della musica: visitare la Mozarthaus a Vienna significa entrare nel cuore del Classicismo e del suo successo europeo.

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La casa di Mozart a Vienna

Vienna. Solo il nome evoca immagini di walzer eleganti, maestosi palazzi imperiali e, soprattutto, una tradizione musicale senza pari. 

Se oggi la capitale austriaca è considerata la “città della musica“, lo si deve in gran parte al periodo d’oro del Classicismo, quando compositori del calibro di Haydn, Beethoven e, in particolare, Wolfgang Amadeus Mozart, la elessero a loro dimora e palcoscenico principale.

Ma perché Vienna era così irresistibile per un musicista ambizioso del XVIII secolo? Semplice: era il cuore pulsante dell’Impero Asburgico, un centro di potere politico, sociale e, cruciale, di mecenatismo artistico. L’aristocrazia e l’alta borghesia viennese non si limitavano a  godere  della musica; la finanziavano  attivamente. 

C’era una fame insaziabile di nuove sinfonie, opere, concerti da camera e lezioni private. Per un compositore, trasferirsi a Vienna non significava solo cercare lavoro, ma ambire alla vetta del successo europeo, sperando di ottenere l’approvazione dell’Imperatore stesso, la massima garanzia di fama e stabilità economica.

Il fermento culturale e la densità di talenti rendevano l’aria vibrante. L’opera italiana regnava sovrana, ma le nuove forme strumentali tedesche stavano guadagnando terreno. 

Era un ambiente altamente competitivo, ma chi riusciva a imporsi poteva guadagnare cifre astronomiche. In questo scenario di intrighi di corte e concerti scintillanti, Mozart arrivò non come un novellino, ma come un prodigio ormai maturo, pronto a prendersi il suo posto tra i giganti.

Prima di iniziare questo articolo sulle tracce di Mozart: la casa di Mozart a Vienna e altri luoghi, ti consigliamo di procurarti una guida Lonely Planet, che include una pratica mappa con evidenziate le principali attrazioni e la loro storia.

Mozarthaus Vienna. Salta a:

Concerto di Strauss con cena al Prater

Mozart a Vienna

Il legame di Mozart con Vienna fu sempre teso tra la gloria e la frustrazione, una dinamica che lo rese in parte l’archetipo dell’artista geniale ma incompreso.

L’episodio che segnò il suo arrivo definitivo nella primavera del 1781 fu uno scontro drammatico con il suo datore di lavoro, l’Arcivescovo di Salisburgo, Hieronymus Colloredo.

Wolfgang, che fin dalla giovinezza aveva girato le corti d’Europa esibendosi come  enfant prodige, si sentiva soffocato dalle rigide regole e dai salari bassi imposti dall’Arcivescovo.

Non voleva più essere un “servo” al servizio di una corte provinciale; voleva l’indipendenza, la possibilità di accettare commissioni private, insegnare a suo piacimento e, soprattutto, comporre senza restrizioni.

La lite degenerò in modo talmente violento che Mozart fu letteralmente cacciato   dall’Arcivescovo. La leggenda narra che un membro dello staff, il Conte Arco, lo congedò con un calcio nel sedere.

Questo licenziamento umiliante fu, paradossalmente, la sua liberazione. Vienna divenne la sua base operativa come libero professionista, un modello di carriera ancora precario ma che si adattava perfettamente al suo spirito indipendente e alla sua ambizione.

Gli anni successivi al suo arrivo furono il culmine della sua carriera e del suo benessere finanziario. Mozart si affermò rapidamente come il miglior pianista e compositore della città. I suoi successi furono clamorosi.

Nel 1782 va in scena il ratto dal serraglio: quest’opera in tedesco, commissionata dall’Imperatore Giuseppe II, fu un trionfo immediato, che lo elevò a figura di spicco nel panorama musicale.

Tra il 1784 e il 1786, Mozart compose la maggior parte dei suoi magnifici concerti per pianoforte e orchestra, eseguiti in sottoscrizioni pubbliche che gli fruttavano grandi guadagni e fama. Il sodalizio con il librettista Lorenzo Da Ponte produsse capolavori immortali  come le nozze di Figaro (1786) e il   Don Giovanni (1787), che hanno definito la storia dell’opera.   

Tuttavia, Le nozze di Figaro  fu immediatamente percepita a Vienna come una provocazione politica. L’opera metteva in scena servi astuti che sconfiggevano il loro nobile padrone, un tema inaccettabile sotto l’assolutismo. A differenza del trionfo esplosivo che l’opera godette a Praga, l’accoglienza viennese fu inizialmente tiepida e moderata.

La vita a Vienna era anche un’altalena emotiva ed economica. Sebbene godesse di periodi di enorme successo, la sua fortuna era volatile. Il pubblico viennese era notoriamente volubile e le mode musicali cambiavano rapidamente.

Intorno al 1786-1787, iniziò una fase di declino economico. L’aristocrazia iniziò a ritirarsi dalla città a causa di guerre e crisi, riducendo il mecenatismo. Le sottoscrizioni ai suoi concerti diminuirono, e le lezioni private non bastavano più a coprire il suo stile di vita dispendioso.

Il suo più grande insuccesso, in termini di stabilità, fu il suo incarico di Compositore di Camera Imperiale nel 1787. Sebbene fosse un titolo prestigioso che gli assicurava uno stipendio annuale, la retribuzione era significativamente inferiore a quanto percepiva il suo predecessore Gluck.

Era un riconoscimento tardivo e non sufficiente a tirarlo fuori dai debiti crescenti. Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da una lotta costante per la stabilità finanziaria, interrotta solo dal trionfo finale di Il flauto magico    e dal suo ultimo, misterioso capolavoro, il  Requiem , rimasto incompiuto.

Mozart non viveva come un artista povero; al contrario, quando i soldi arrivavano, li spendeva con la disinvoltura di chi crede che il successo durerà per sempre. Era un uomo che amava il lusso, non per vanità, ma per il piacere di godersi la vita.

Amava vestirsi con abiti all’ultima moda, spesso di seta e con ricami elaborati, tipici del gentiluomo benestante. Possedeva un biliardo, che non era solo un passatempo, ma un investimento sociale, dato che le case private fungevano da salotti e sedi per gli spettacoli.

La sua passione più costosa, tuttavia, erano le feste e le serate mondane. Amava ospitare amici e colleghi, offrendo cene e intrattenimenti sontuosi, spesso ben oltre le sue reali possibilità.

La sua dipendenza dalle entrate immediate, come i ricavi dei concerti e le lezioni, e la sua incapacità di risparmiare crearono un ciclo vizioso. Quando il successo calava, si ritrovava immediatamente in difficoltà.

Questo è il motivo principale dei suoi frequenti traslochi . Durante i suoi dieci anni a Vienna, Mozart cambiò residenza circa   dodici volte. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non tutti i traslochi erano dettati dalla povertà.

Inizialmente, il cambio di casa era spesso un segno di miglioramento sociale ed economico: si trasferiva in appartamenti più grandi, con sale da concerto adatte per ospitare le sue famose serate di sottoscrizione.

Tuttavia, man mano che gli anni passavano e le finanze si deterioravano, i traslochi divennero un modo per sfuggire ai creditori o per ridimensionare drasticamente il suo tenore di vita, passando da grandi appartamenti in quartieri prestigiosi a stanze più modeste.

Ogni volta che guadagnava una somma importante, affittava un appartamento più lussuoso, e quando i soldi finivano, era costretto a fare le valigie in fretta e furia.

Fu a Vienna che Mozart trovò l’amore e costruì una famiglia. Si innamorò di Constanze Weber, la figlia di una famiglia di musicisti di Mannheim che viveva a Vienna.

Inizialmente, Wolfgang aveva espresso interesse per la sorella maggiore di Constanze, Aloysia, che però lo aveva respinto. Constanze, invece, gli offrì sostegno emotivo e un amore sincero in un periodo di grandi cambiamenti.

Il matrimonio si celebrò il 4 agosto 1782 nella   Cattedrale di Santo Stefano, uno dei luoghi più iconici di Vienna, oggi meta imperdibile per ogni visitatore. Non fu un’unione facile da ottenere: il padre di Wolfgang, Leopold, da Salisburgo, si oppose strenuamente al matrimonio, ritenendo Constanze non sufficientemente ricca o adeguata per il suo geniale figlio. Nonostante l’opposizione paterna, i due si sposarono.

Constanze e Wolfgang ebbero sei figli, ma purtroppo   solo due sopravvissero all’infanzia: Karl Thomas e Franz Xaver Wolfgang. La perdita dei bambini in tenera età era purtroppo comune all’epoca, ma contribuì certamente al costante stress emotivo e finanziario della coppia.

Un aspetto cruciale e spesso sottovalutato della vita di Mozart a Vienna è il suo coinvolgimento con la Massoneria. Egli fu iniziato nel 1784 nella loggia viennese  Zur Wohltätigkeit  (Alla Beneficenza) e, successivamente, fu attivo nella loggia Zur Neugekrönten Hoffnung  (Alla Speranza Neocoronata).

La Massoneria viennese dell’epoca era un circolo di intellettuali, nobili, scienziati e artisti che aderivano agli ideali dell’Illuminismo: ragione, tolleranza, eguaglianza e fratellanza universale.

Questi valori entrarono profondamente nella sua vita e, soprattutto, nella sua musica. La Massoneria gli offrì anche un’importante rete sociale di contatti che gli garantirono commissioni e prestiti in periodi di bisogno.

L’influenza massonica è palpabile in molte delle sue opere, in particolare ne Il flauto magico (1791), la sua ultima opera, considerata un inno agli ideali massonici.

L’opera è ricca di simboli esoterici: i tre accordi che aprono l’ouverture, i numeri tre e diciotto, e il percorso iniziatico di Tamino verso la saggezza e la verità, sono tutti riferimenti diretti ai rituali della Loggia. La sua adesione alla Massoneria non fu una semplice curiosità; fu una convinzione profonda che modellò il suo pensiero e la sua arte fino alla fine.

la casa di Mozart a Vienna e altri luoghi
La casa di Mozart a Vienna e altri luoghi
Concerto di Mozart al Musikverein

La casa di Mozart a Vienna

Per chi visita la città oggi, l’esperienza di seguire le orme di Mozart a Vienna culmina inevitabilmente nella visita della Mozarthaus Vienna, un luogo che riesce a far rivivere, più di ogni altro, la quotidianità del compositore.

L’appartamento, situato in   Domgasse 5, nel cuore del primo distretto, non è solo una delle tante case in cui visse; è l’unico appartamento di Vienna che si è conservato e di cui si ha la certezza che Mozart abbia abitato. Vi risiedette tra il 1784 e il 1787, il periodo più felice e produttivo della sua vita adulta, noto come il suo “Periodo d’Oro” a Vienna.

Nonostante l’attuale museo sia distribuito su più piani, l’appartamento di Mozart era al primo piano e consisteva in quattro stanze, due studi e una cucina. Non era modesto, ma spazioso e ben arredato, come si conveniva a un musicista di successo.

In questo luogo, la nostra immaginazione si accende. È qui, in queste stanze, che Mozart compose il suo più grande capolavoro comico, Le nozze di Figaro. Passeggiando oggi tra le stanze della Mozarthaus, si percepisce l’eco di quel fermento creativo. Si può quasi sentire il suono del suo pianoforte forte, o intravedere il tavolo del biliardo dove si rilassava. Il museo moderno, ben allestito, non si limita a esporre mobili d’epoca (originali o riproduzioni), ma offre un viaggio multimediale nel contesto sociale e musicale della Vienna del Settecento. Attraverso documenti, lettere e registrazioni, il visitatore scopre i suoi amici, i suoi rivali, le sue manie e il suo genio in un modo intimo e personale. 

La Mozarthaus a Vienna ci ricorda che, nonostante i debiti e gli insuccessi, Mozart fu, in quel breve e fulgente periodo, il re indiscusso della musica viennese, un uomo che sapeva unire l’eleganza aristocratica all’impertinenza creativa.

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Casa di Mozart Vienna: biglietti e orari

I biglietti per la casa di Mozart a Vienna nel 2025 costano €14,00 per gli Adulti, € 10,00 con Vienna City Card e Easy City Pass così come per gruppi superiori a 10 persone. I bambini sotto i 19 anni pagano € 4,50. 

Inoltre per le famiglie è previsto un biglietto scontato a € 29,00 che comprende l’ingresso a due adulti e fino a tre bambini. I biglietti si possono comprare in loco o via internet sul sito.

Dove si trova la casa di Mozart a Vienna

La casa di Mozart a Vienna si trova nella Domgasse 5, 1010.
È raggiungibile con la Metro U1 o U3 fermata Stephandom. 

La visita é possibile ogni giorno dalle 10:00 alle 19:00.

Il 24 dicembre e 31 dicembre gli orari potrebbero subire variazioni.

 
Ubicazione della casa di Mozart a Vienna

Altri luoghi legati a Mozart a Vienna

Oltre alla casa di Mozart a Vienna, dal 1953 nel Burggarten si trova un  Monumento a Mozart di Viktor Tilgner (1846), che originariamente si trovava in Albertinaplatz di fronte all’odierno Café Mozart, simboleggia il genio musicale eterno di Vienna, circondato da putti che evocano la gioia e la grazia della sua musica.

La Cappella della Croce (Kruzifixkapelle) nel Duomo di Santo Stefano è un luogo chiave della vita di Mozart; qui fu benedetta la sua salma. Una lapide ne ricorda l’importanza storica. È visibile dal lato nord della chiesa, dietro una cancellata.

Un altro luogo cruciale che ci riporta alla presenza di Mozart nella capitale asburgica è la targa commemorativa affissa sul palazzo che fu la Casa dell’Ordine Teutonico (Deutschordenhaus), situata in Singerstraße 7. 

Questa targa non celebra un trionfo, ma il momento di rottura che cambiò per sempre la vita del compositore: fu qui, tra le mura dell’Ordine Teutonico (dove Colloredo risiedeva durante le sue visite a Vienna), che avvenne il celebre e drammatico scontro tra il giovane musicista e il suo datore di lavoro, culminato con il famoso “calcio” di congedo datogli dal Conte Arco.

Conclusioni

La vita di Mozart a Vienna si concluse tragicamente nel 1791, all’età di soli 35 anni. Morì in una modesta casa in Rauhensteingasse (oggi non più esistente) e fu sepolto in una fossa comune nel cimitero di St. Marx, come era consuetudine per la maggior parte dei cittadini dell’epoca. Non fu un funerale da star, ma il segno della sua precaria situazione economica.

Eppure, a 230 anni di distanza, le sue sinfonie e le sue arie continuano a riempire i teatri, e le strade di Vienna risuonano ancora della sua presenza. Visitare la città è un atto di pellegrinaggio che va oltre la semplice ammirazione; è un tentativo di comprendere la complessa alchimia tra genio inarrivabile, stravaganza umana e il contesto storico che lo ha reso immortale.

Dalla maestosità del Teatro dell’Opera, dove le sue musiche sono ancora eseguite, alla tranquilla Mozarthaus a Vienna in Domgasse, dove compose capolavori, ogni angolo della città racconta la storia di un giovane uomo che venne qui per conquistare il mondo con la sua musica, e che, alla fine, ci è riuscito pienamente, lasciandoci un’eredità che è il fondamento stesso della cultura musicale occidentale.

Mara
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