Il valzer viennese
Johann Strauss e l’anima musicale di Vienna

Il valzer viennese è il simbolo musicale di Vienna: nato come danza scandalosa, divenne l’elegante colonna sonora dell’Impero austro-ungarico.

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Il valzer viennese e Strauss a Vienna

Nel cuore di Vienna, tra la magnificenza imperiale e il profumo di Sacher-Torte, risuona una melodia che ha plasmato l’anima di una città e di un’epoca intera: il valzer. Non è solo un ballo, ma un vortice di storia, un simbolo di eleganza e un’eredità musicale indissolubilmente legata al nome di una famiglia: gli Strauss.

Ma come ha fatto questa danza, un tempo considerata scandalosa, a diventare la colonna sonora di uno degli imperi più potenti d’Europa?

Prima di iniziare questo articolo sul valzer viennese, ti consigliamo di procurarti una guida Lonely Planet, che include una pratica mappa con evidenziate le principali attrazioni e la loro storia.

Il valzer viennese e Strauss a Vienna. Salta a:

Concerto di Strauss con cena al Prater

Le origini del valzer viennese

Per la nobiltà del XVIII secolo, il valzer era volgare, immorale e scandaloso. I moralisti denunciavano il “vortice di emozioni” e la “pericolosa prossimità” tra i ballerini. Eppure, proprio questa sua natura ribelle e la sua musica in levare, che invitava a volteggiare liberamente, catturarono l’immaginazione e il desiderio di un pubblico sempre più vasto.

La danza si fece strada dalle osterie di periferia fino a conquistare le sale da ballo della borghesia viennese. Ma per essere accettato dall’aristocrazia, aveva bisogno di un interprete che ne elevasse il linguaggio

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Strauss e il valzer viennese

Johann Strauss: il re del valzer viennese

È qui che entra in scena la dinastia dei Strauss, a partire dal capostipite Johann Strauss I (1804-1849). Violinista e compositore di straordinario talento, Strauss non inventò il valzer, ma fu il primo a professionalizzarlo e a renderlo un fenomeno di massa. Con la sua orchestra, si esibiva nei caffè e nei giardini di Vienna, trasformando le semplici melodie folk in composizioni più articolate e raffinate.

La sua popolarità fu tale da creare una vera e propria rivalità con l’altro grande compositore dell’epoca, Josef Lanner. La loro “guerra dei valzer” era la cronaca mondana del tempo, un duello a colpi di note che alimentava la passione dei viennesi per questo nuovo genere musicale. 

Johann Strauss I rese il valzer un business di successo e una forma d’arte rispettabile, tanto da essere invitato a suonare nei saloni della corte imperiale. Il suo brano più famoso, la marcia di Radetzky, divenne un inno non ufficiale dell’Impero Asburgico, un’eredità che ancora oggi risuona.

Il vero punto di svolta arrivò con il figlio, Johann Strauss II (1825-1899). La storia racconta che il padre, temendo la concorrenza, si oppose con tutte le sue forze alla carriera musicale del figlio. Ma il giovane Johann aveva un talento e un’ambizione smisurati. Dopo la morte del padre, non solo ereditò il suo pubblico, ma lo portò a un livello mai visto.

Johann Strauss II elevò il valzer da semplice musica da ballo a vera e propria composizione sinfonica. I suoi brani erano più lunghi, più complessi e più ricchi di variazioni tematiche. Li infarcì di melodia e pathos, riflettendo la ricchezza culturale della “Vienna Fin de Siècle”. I suoi capolavori non erano più solo per i piedi, ma anche per l’anima. Il suo successo fu planetario, viaggiando in tutta Europa e in America.

Tra i suoi brani più celebri, spicca il valzer “Sul bel Danubio blu” (An der schönen blauen Donau), diventato un’icona di Vienna e dell’intera cultura austriaca. Ma anche il “Valzer dell’Imperatore” (Kaiser-Walzer) e le “Voci di Primavera” (Frühlingsstimmen) rappresentano l’apice della sua arte. Per la sua ineguagliabile abilità, fu incoronato “Re del Valzer”, un titolo che nessuno mai gli contesterà.

I fratelli di Johann II, Josef ed Eduard, furono anch’essi compositori e direttori d’orchestra di successo, garantendo la continuità della “Strauss Dynasty”. Insieme, hanno dato a Vienna la sua identità musicale. Il loro valzer non era solo la musica del ballo, ma il ritmo della vita quotidiana: un ritmo che pulsava nei caffè, nei parchi, nelle piazze.

Ancora oggi, il valzer di Strauss è la colonna sonora del celebre Concerto di Capodanno a Vienna, un evento che ogni anno proietta il genio di questa famiglia in milioni di case in tutto il mondo. Il valzer, da danza del popolo, è diventato il simbolo della grazia, dell’eleganza e della gioia di vivere di un’intera cultura. 

Non è solo un pezzo di storia, ma un patrimonio vivo che continua a far sognare e a far volteggiare cuori e menti.

Concerto di Mozart al Musikverein

Dove ascoltare il valzer viennese a Vienna

Se vuoi immergerti a Vienna nelle musica della famiglia Strauss non dimenticarti di visitare la Hause of Struass presso il Casino Zögernitz che puoi raggiungere con il Tram D, scendendo alla fermata  

Partenza: Dalla fermata di Schottentor, cerca la piattaforma del Tram D in direzione Nußdorf e scendi a  Glanzinggasse oppure le linee U4 e U6 alla fermata Spittelau. Il museo si trova nella 37 Pokornygasse,1190.

L’ORARIO DI APERTURA è DOMENICA – GIOVEDÌ: dalle 10:00 alle 18:00; VENERDÌ – SABATO: dalle 10:00 alle 19:00. L’ultimo ingresso è consentito 75 minuti prima dell’orario di chiusura.

Fai attenzione che gli orari di apertura ordinari possono occasionalmente subire variazioni a causa di eventi speciali. In media, i visitatori trascorrono circa 1 o 2 ore all’interno del museo.

Curiosità sul valzer viennese

Il Valzer Viennese non è solo una melodia o un semplice ballo: è un’istituzione, un simbolo di eleganza e un vero e proprio rituale sociale che affascina ancora oggi. Se vi siete mai chiesti cosa si nasconde dietro questo vortice di grazia, ecco alcune curiosità su galateo, abiti e tradizioni che lo rendono unico. 

Sul pavimento da ballo, ogni passo segue un galateo preciso e non negoziabile. La regola più importante è che tutti i ballerini devono muoversi in senso antiorario.

Questa unica direzione garantisce un flusso armonioso ed evita collisioni. Sebbene i ballerini più esperti possano invertire la rotazione per un breve periodo, devono sempre tornare alla direzione principale. Oltre ai passi, la postura è fondamentale: la schiena deve essere dritta, la mano sinistra dell’uomo posizionata delicatamente sulla spalla destra della donna, e i movimenti devono essere fluidi e misurati.

Infine, anche la richiesta di ballo segue una tradizione: è l’uomo che si avvicina alla donna, e il suo invito, a meno di rari casi, è quasi sempre accettato con un cortese “Sì, grazie”.

La magia dei balli viennesi non è un evento annuale, ma è legata a una stagione ben precisa: la Faschingszeit (il periodo di Carnevale), che inizia ufficialmente l’11 novembre e termina il Mercoledì delle Ceneri. In questo breve ma intenso periodo, Vienna ospita oltre 450 balli.

L’atmosfera magica è creata anche dal rigoroso codice di abbigliamento, un inno all’eleganza. Per le donne, l’abito da sera lungo è d’obbligo, un capo che celebra la raffinatezza e la grazia, con colori che spaziano dal nero tradizionale a tonalità più moderne.

Per gli uomini, la scelta è tra l’impeccabile frac (cappotto da sera con code) o lo smoking (tuxedo). La camicia bianca, il gilet e il papillon nero sono accessori irrinunciabili che completano un look formale e impeccabile.

Ogni ballo ha il suo sito ufficiale. Per acquistare, devi visitare il sito del ballo che ti interessa. Ad esempio, per il Ballo dell’Opera dovrai visitare il sito della Wiener Staatsoper, per il Ballo dei Filarmonici il sito del Musikverein, e così via.

Si possono acquistare anche dei pacchetti che includono il biglietto per il ballo, il volo e l’alloggio. Questa opzione può essere più costosa ma semplifica la pianificazione.

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Conclusioni

Il valzer viennese non è solo una danza, ma il cuore pulsante di una città che ha saputo elevare una semplice melodia popolare a simbolo di un’epoca e di una cultura. Dalle osterie di periferia ai sontuosi saloni imperiali, la musica di Strauss ha tracciato un percorso di grazia, innovazione e passione.

Ancora oggi, in ogni valzer, rivive lo spirito di una Vienna passata, unendo l’eleganza di un tempo con la gioia di vivere del presente. Che tu lo ascolti in una sala da concerto o ti perda nei suoi passi, il valzer ti invita a far parte di un’eredità che non smette mai di incantare.

Mara
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