Dong Xuan Center: viaggio nella Berlino vietnamita
Passeggiando per i quartieri orientali di Berlino, è facile imbattersi in ristoranti vietnamiti, supermercati specializzati, sale da tè, negozi di alimentari e centri commerciali, dove si respira un’atmosfera che sembra trasportare il visitatore direttamente ad Hanoi. Ma com’è possibile che una città tedesca ospiti una delle più grandi comunità vietnamite d’Europa?
La risposta affonda le proprie radici nella Guerra Fredda e nella storia della Berlino divisa.
Perché a Berlino vive una delle più grandi comunità vietnamite d'Europa
I Vertragsarbeiter della Germania Est
Negli anni Settanta e Ottanta la Germania Est (DDR) soffriva di una crescente carenza di manodopera. Molti cittadini dell’Est cercavano infatti di lasciare il Paese e l’economia socialista aveva bisogno di nuovi lavoratori per mantenere attive fabbriche e industrie.
Per questo motivo il governo della DDR stipulò una serie di accordi con altri Paesi socialisti, tra cui il Vietnam. Nel 1980 fu firmato un importante trattato che consentì l’arrivo di migliaia di lavoratori vietnamiti, i cosiddetti Vertragsarbeiter, letteralmente “lavoratori a contratto“.
Questi lavoratori venivano impiegati soprattutto nell’industria tessile, nell’elettronica, nella produzione meccanica e nelle grandi aziende statali. Vivevano generalmente in dormitori collettivi e avevano pochi contatti con la popolazione tedesca: il loro soggiorno era considerato temporaneo e, almeno sulla carta, al termine del contratto sarebbero dovuti rientrare in Vietnam.
I profughi arrivati a Berlino Ovest
Nello stesso periodo, nella parte occidentale della città arrivò un’altra componente della comunità vietnamita.
Infatti, dopo la fine della guerra del Vietnam con la caduta di Saigon nel 1975, numerosi profughi provenienti dal Vietnam del Sud raggiunsero la Germania Ovest come rifugiati politici.
Queste famiglie si stabilirono anche a Berlino Ovest, creando una comunità distinta da quella presente nella parte orientale della città, con esperienze, percorsi migratori e spesso anche orientamenti politici differenti.
Cosa cambiò con la caduta del Muro
Il 9 novembre 1989 segnò una svolta anche per migliaia di vietnamiti.
Con la riunificazione tedesca molte fabbriche dell’ex DDR chiusero e numerosi lavoratori persero il posto. Il loro futuro appariva incerto: alcuni decisero di tornare in Vietnam, ma molti preferirono rimanere in Germania, costruendo una nuova vita nonostante le difficoltà burocratiche ed economiche.
Negli anni Novanta tantissimi vietnamiti si reinventarono imprenditori. Aprirono piccoli negozi, laboratori tessili, minimarket e soprattutto ristoranti.
Con il passare del tempo la cucina vietnamita conquistò i berlinesi grazie alla sua freschezza, ai profumi delicati e all’eccellente rapporto qualità-prezzo.
È proprio in quegli anni che la comunità vietnamita diventa una presenza stabile e riconoscibile nella vita economica e culturale della città.
Ancora oggi il cuore della comunità vietnamita si trova nei quartieri orientali della città, in particolare a Lichtenberg e Marzahn, dove molti lavoratori erano stati ospitati durante il periodo della DDR.
Si stima che a Berlino vivano circa 40.000 persone di origine vietnamita, una delle comunità più numerose e meglio integrate della capitale tedesca.
La seconda e la terza generazione parlano perfettamente il tedesco, frequentano le università, lavorano come medici, ingegneri, insegnanti, imprenditori e professionisti, contribuendo in modo significativo alla crescita economica e culturale della città.
La loro storia racconta perfettamente lo spirito di Berlino: una città che, nel corso della sua storia, ha saputo trasformare le ferite della divisione in opportunità di incontro tra culture diverse.
Il Dong Xuan Center, la “piccola Hanoi” di Berlino
Il simbolo più evidente di questa presenza, che racconta meglio di qualsiasi libro la storia della comunità vietnamita di Berlino, è senza dubbio il Dong Xuan Center che si trova in Herzbergstraße 128-139.
Situato nel quartiere di Lichtenberg, nella parte orientale della città, questo enorme complesso commerciale è nato all’inizio degli anni duemila grazie all’iniziativa di imprenditori vietnamiti che decisero di investire nella Berlino riunificata.
Oggi occupa un’area di oltre 165.000 metri quadrati ed è considerato il più grande mercato asiatico della Germania e uno dei più importanti d’Europa.
A prima vista potrebbe sembrare un semplice insieme di capannoni industriali. In realtà, basta varcare uno degli ingressi per ritrovarsi in un mondo completamente diverso.
Tra i lunghi corridoi si susseguono centinaia di attività commerciali: negozi di alimentari che importano prodotti direttamente dal Sud-est asiatico, macellerie, pescherie, erboristerie, gioiellerie, sartorie, saloni di bellezza, agenzie di viaggio, librerie, negozi di abbigliamento, importatori e attività all’ingrosso che riforniscono ristoranti e supermercati di tutta la Germania.
Ma il Dong Xuan Center non è soltanto un centro commerciale.
È un autentico punto d’incontro per la comunità vietnamita, un luogo dove si celebrano festività tradizionali, eventi culturali, spettacoli musicali e manifestazioni legate al Capodanno lunare (Tết). Qui la lingua vietnamita risuona ovunque, i profumi delle spezie riempiono l’aria e le insegne colorate contribuiscono a creare un’atmosfera che sembra trasportare il visitatore a migliaia di chilometri di distanza.
Per chi ama la gastronomia asiatica, il Dong Xuan Center è una tappa imperdibile. Molti dei ristoranti presenti sono frequentati soprattutto dalla comunità vietnamita, un ottimo indizio della loro autenticità. Qui è possibile gustare specialità preparate secondo le ricette tradizionali, come il celebre phở, i bún chả, i bánh cuốn, i bánh mì e numerosi piatti regionali difficili da trovare altrove.
Anche chi non è interessato allo shopping troverà il Dong Xuan Center estremamente affascinante. Passeggiare tra i suoi padiglioni significa osservare una Berlino diversa da quella dei grandi monumenti: una città cosmopolita, dove culture provenienti da ogni parte del mondo convivono e contribuiscono a definirne l’identità.
Cosa rappresenta il Dong Xuan Center
In fondo, il Dong Xuan Center rappresenta perfettamente l’anima di Berlino. Una città che nel Novecento è stata divisa da un muro e che oggi si distingue per la sua capacità di accogliere persone, tradizioni e culture differenti, trasformandole in una straordinaria ricchezza collettiva.
Visitandolo, non si scopre soltanto il volto vietnamita di Berlino, ma anche uno degli esempi più riusciti di integrazione e imprenditorialità della capitale tedesca. È la dimostrazione concreta di come una comunità arrivata inizialmente come forza lavoro temporanea sia riuscita, nel corso dei decenni, a diventare parte integrante del tessuto economico, sociale e culturale della città.
Così, quando vi fermerete a gustare una fumante ciotola di phở, un fragrante bánh mì o un caffè vietnamita preparato secondo la tradizione, ricordate che non state semplicemente assaggiando una cucina esotica. State vivendo una pagina della storia di Berlino, scritta dall’incontro tra due Paesi lontani e da migliaia di persone che hanno scelto di costruire qui il proprio futuro.
Un consiglio da viaggiatore
Non aspettatevi un’attrazione turistica tradizionale. Il bello del Dong Xuan Center è proprio la sua autenticità. Veniteci con curiosità, prendetevi il tempo di osservare le persone, assaggiate qualcosa che non conoscete e lasciatevi guidare dai profumi provenienti dalle cucine.
È uno di quei luoghi che raccontano la vera Berlino: una città che non smette mai di sorprendere chi ha voglia di andare oltre i percorsi più battuti.
È un progetto estensivo che mira a far conoscere ed ammirare le bellezze di questo pianeta, grazie a questo blog ed ai suoi gruppi Facebook.
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