Skogskyrkogården, il cimitero UNESCO di Stoccolma
Skogskyrkogården, il cimitero UNESCO di Stoccolma: significato di kyrkogård, storia e le tombe di Greta Garbo e Avicii nel bosco svedese.
La risposta è: sì e no.
L’idea può sembrare strana a chi arriva dall’esterno. In realtà, alcuni cimiteri svedesi sono anche importanti opere d’arte, di architettura e di paesaggio
Come visitare Skogskyrkogården
Skogskyrkogården si trova in Sockenvägen 492, nel quartiere di Enskede, a sud di Stoccolma.
Il modo più semplice per arrivare è la metropolitana. Basta prendere la linea verde da T-Centralen in direzione Farsta strand e scendere alla fermata Skogskyrkogården: circa 15 minuti di viaggio. Nei weekend è attivo anche un autobus con percorso circolare dalla stazione.
L’ingresso pedonale e ciclabile principale resta sempre aperto. Gli ingressi carrabili, invece, chiudono di notte.
Il Visitors Center apre a ottobre nei weekend, dalle 11 alle 16, più qualche giorno extra intorno a Ognissanti. Dentro si trovano un piccolo caffè e una libreria dedicata all’architettura del luogo.
Tutte le informazioni aggiornate su orari e visite guidate sono sul sito ufficiale di Skogskyrkogården.
La storia del cimitero nel bosco di Stoccolma
Un esempio straordinario è lo Skogskyrkogården, il cimitero di Stoccolma conosciuto come Cimitero nel Bosco, a sud della città.
Il complesso nasce all’inizio del Novecento in un momento nel quale Stoccolma sta crescendo rapidamente e ha bisogno di nuovi spazi per le sepolture.
Nel 1914 viene organizzato un concorso internazionale per progettare il nuovo cimitero. Il progetto vincitore, intitolato «Tallum», è quello degli architetti Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz. I lavori iniziano nel 1917 e il complesso viene consacrato nel 1920.
Non siamo quindi davanti a un semplice cimitero.
Siamo davanti a un paesaggio nel quale architettura e natura sono pensate insieme.
Il progetto sfrutta un terreno caratterizzato da pini e da precedenti cave di ghiaia. I sentieri attraversano il bosco e le architetture emergono dalla vegetazione senza cercare di dominarla.
UNESCO considera proprio questa integrazione tra paesaggio, architettura e funzione funeraria uno degli elementi fondamentali del valore universale del complesso.
L'architettura di Skogskyrkogården: Asplund, Lewerentz e le cappelle
Vinto il concorso, Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz si dividono il lavoro sul cimitero nel bosco.
Nel 1920 Asplund costruisce lo Skogskapellet, la Cappella del Bosco: una piccola struttura in legno dal simbolismo volutamente minimo, dove la luce naturale entra da un’apertura nella cupola interna invece che da finestre tradizionali. Sul tetto siede la scultura «L’angelo della morte» di Carl Milles.
Nel 1925 Lewerentz firma la Cappella della Resurrezione. Tra il 1930 e il 1935 disegna anche il paesaggio dell’ingresso principale.
Tra il 1936 e il 1940 Asplund completa da solo il Crematorio del Bosco, con le tre cappelle di Fede, Speranza e Croce Santa affacciate sul paesaggio.
È la sua ultima opera: Asplund muore nell’ottobre del 1940, poco dopo averla terminata.
Che cosa significa kyrkogård?
La parola svedese kyrkogård può essere tradotta letteralmente come «cortile della chiesa» o «giardino della chiesa».
Il termine è interessante perché ricorda una realtà medievale nella quale lo spazio intorno alla chiesa non era necessariamente soltanto uno spazio funerario. Era anche un luogo della comunità.
La chiesa era un centro religioso, ma intorno ad essa si svolgeva una parte importante della vita sociale.
Lo Skogskyrkogården rompe però con l’idea del cimitero come semplice spazio urbano circondato da edifici.
Qui il bosco diventa parte integrante dell’esperienza della morte.
Non è necessario costruire una grande architettura monumentale per comunicare importanza. La natura, il silenzio, i percorsi e la luce fanno parte del progetto.
È una concezione molto vicina a quella che, nel Novecento, verrà associata al modernismo scandinavo: funzionalità, semplicità, rapporto con la natura, materiali sobri e rifiuto dell’eccesso decorativo.
Non significa assenza di bellezza, al contrario. Significa cercare la bellezza nella semplicità.
Una città dei morti che continua a vivere: le tombe di Greta Garbo e Avicii
Lo Skogskyrkogården, il cimitero UNESCO di Stoccolma, è diventato patrimonio mondiale nel 1994.
E non è soltanto un luogo per gli specialisti dell’architettura.
Vi sono sepolti numerosi personaggi della cultura e della società svedese, tra cui Greta Garbo, Avicii, Ivar Lo-Johansson, Lennart Skoglund, Olle Hellbom, Birgit Cullberg e Lars Gullin.
La tomba di Greta Garbo si trova a sud dello Skogskapellet: l’attrice, morta a New York nel 1990, è stata sepolta qui solo nel 1999.
La tomba di Avicii, scomparso nel 2018, è diventata negli anni una meta di pellegrinaggio per i fan da tutto il mondo.
Questo contribuisce a trasformarlo anche in un luogo della memoria collettiva.
Il punto interessante, tuttavia, non è soltanto l’elenco delle persone famose.
È il modo nel quale il cimitero viene percepito.
Non è necessario immaginarlo come un luogo esclusivamente cupo o separato dalla vita. È un luogo nel quale la memoria dei morti viene inserita nella natura.
E forse proprio qui troviamo una caratteristica importante della cultura nordica: il rapporto con la natura non scompare davanti alla morte.
La natura continua.
Gli alberi continuano a crescere.
Le stagioni cambiano.
Le persone muoiono, ma il paesaggio rimane.
Il cimitero diventa quindi non soltanto il luogo della morte, ma anche quello della memoria.
Ed è probabilmente per questo che dire semplicemente «gli svedesi amano i cimiteri» sarebbe una semplificazione.
Gli svedesi non hanno una particolare passione per la morte.
Hanno però sviluppato, in alcuni casi, un modo molto particolare di integrare la morte nel paesaggio, nella memoria e nella vita della comunità.
Skogskyrkogården: tomba Avicii e tomba Greta Garbo - Foto di Alexander Assal, per gentile concessione di Skogskyrkogården - Stoccolma
È un progetto estensivo che mira a far conoscere ed ammirare le bellezze di questo pianeta, grazie a questo blog ed ai suoi gruppi Facebook.
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