Eel Pie Island, Londra
l'incredibile storia della misteriosa isola Rock
La storia di Eel Pie Island
Un’isola dal passato affascinante, famosa negli anni ’60 per la musica rock e la scena controculturale. Dai primi insediamenti fino alla sua trasformazione in un rifugio per artisti e musicisti
Eel Pie Island è un’isola privata situata nel mezzo del Tamigi, vicino a Twickenham e Richmond, che a prima vista sembra un posto inquietante con torsi di manichini svestiti, orsacchiotti abbandonati, e piante che indossano cappelli, ma invece questa piccola isola è carica di vibrazioni musicali, ricca di storia e cultura alternativa.
Nonostante le sue dimensioni ridotte, questa isola ha avuto un impatto straordinario sulla cultura musicale del Regno Unito.
L’isola ha circa 50 case, 120 abitanti per lo più pittori, ceramisti e scultori che lavorano duramente, due o tre cantieri navali, e altre piccole imprese e studi di artisti, per l’esattezza 26, e ci sono riserve naturali alle due estremità protette dall’accesso al pubblico.
Il nome dell’isola deriva dall’anguilla (“eel” in inglese), un tempo abbondante nelle acque del Tamigi e spesso utilizzata per preparare le celebri “eel pies”, tipiche della cucina londinese del passato.
L’isola ha ospitato varie attività nel corso dei secoli, tra cui una locanda nel XVIII secolo e successivamente un famoso hotel che negli anni ’50 e ’60 divenne un punto di riferimento per la scena musicale britannica, dove si sono esibiti grandi artisti del rock e del blues, come i Rolling Stones, gli Yardbirds, e David Bowie.
Il club era noto per la sua atmosfera ribelle e sperimentale e contribuì alla nascita della controcultura musicale dell’epoca, ma a causa di problemi economici e di sicurezza, l’hotel chiuse nel 1967 e venne poi distrutto da un incendio nel 1971.
EEL PIE ISLAND, LONDRA. SALTA A
Dove si trova Eel Pie Island A LONDRA
L’isola si può raggiungere attraverso un piccolo ponte pedonale da Twickenham. La stazione della tube più vicina a Twickenham è Richmond (District Line) e da lì si possono prendere gli autobus 490, H22, R68, R70 che in dieci minuti arrivano direttamente al museo dell’isola.
Quando visitare Eel Pie Island
Cosa vedere a Eel Pie Island
L’isola ospita una comunità di artisti, con atelier e studi creativi aperti al pubblico in occasioni speciali. È possibile ammirare opere d’arte originali, esplorare angoli nascosti e scoprire il fascino autentico di questo luogo fuori dal tempo e conoscere tutta la sua storia attraverso fotografie, articoli di giornali e strumenti musicali conservati all’interno del museo gestito da volontari.
Il museo di Eel Pie Island
Il Museo di Eel Pie Island celebra tutto ciò che ha reso questa piccola isola del Tamigi così speciale, dalla sua eredità musicale all’inventiva e creatività dei suoi abitanti.
Fondato e curato da Michele Whitby, il museo offre un viaggio attraverso la storia dell’isola, inclusi il ruolo nell’esplosione del R&B britannico degli anni ’60 e l’importanza dei suoi cantieri navali storici.
Il museo è aperto dal lunedì al mercoledì solo su appuntamento, mentre dal giovedì alle domenica dalle 12:00 alle 18:00.
Il biglietto d’ingresso ha un costo di 4£ per una visita singola (per gli under 16 l’ingresso è gratuito se accompagnati da un adulto), ma è possibile anche sottoscrivere una sorta di abbonamento al costo di 6£ che consente l’accesso illimitato per un anno solare a partire dalla data di iscrizione.
Potete prenotare la vostra visita su Eventbride.
Curiosità e leggende
Eel Pie Island è avvolta da storie affascinanti, dai racconti sui musicisti leggendari che hanno suonato qui agli insoliti aneddoti legati all’isola.
Temuta dai genitori perchè considerata come un covo di promiscuità e un luogo di eccessi e di perdizione, questo non fece altro che incoraggiare i giovani oltre il Tamigi di Twickenham ad addentrarsi in quest’isola proibita per abbandonarsi alle passioni adolescenziali ed assaporare i suoni rivoluzionari forniti dai musicisti del tempo.
Prima di divenire il posto che conosciamo oggi, negli anni ‘20 l’isola era una destinazione per turisti in gita e l’Eel Pie Hotel, inaugurato nel 1830, era un raffinato hotel che ospitava serate di ballo e concerti jazz.
Quando l’imprenditore e intrattenitore Michael Snapper acquistò l’hotel nel 1951, quei giorni di gloria cominciarono a scarseggiare, e quando il trombettista locale Brian Rutland venne a cercare un locale per concerti all’inizio del ’56 trovò nell’hotel il luogo perfetto, e Snapper accettò prontamente, portando con sé un pubblico già pronto.
Il periodo di Rutland al timone durò poco; nel giro di poche settimane Arthur Chisnall, che lavorava per Snapper nel suo Kingston Antiques Emporium, notando il numero cospicuo di studenti che acquistavano i dischi jazz nel suo negozio, iniziò a ragionare sul fatto che il jazz tradizionale era un ingrediente cruciale nel carattere di questi adolescenti, e vide l’Eel Pie Hotel come il luogo perfetto per approfondire i suoi studi e organizzare il suo “esperimento sociale“.
Dopo un paio di mesi di incontri informali, l’Eel Pie Jazz Club fu legittimato, introducendo abbonamenti e biglietti d’ingresso.
Tutti i grandi nomi del mondo del British Trad Jazz si esibirono a Eel Pie Island; come Ken Colyer, Acker Bilk, Kenny Ball, Terry Lightfoot, Alex Welsh e molti altri divennero ospiti fissi del club.
Nell’ottobre del 1962 fu promossa una serata “Rock and Twist” e ciò segnò un allontanamento dalla natura Jazz del club e le band R&B iniziarono ad apparire in due delle tre serate del club.
Nel 1964, David Bowie, allora ancora Davie Jones, suonò con i Manish Boys in diverse occasioni. Molti venerabili bluesmen statunitensi, come John Lee Hooker, Memphis Slim, Champion Jack Dupree, Little Walter, Jesse Fuller suonarono per un pubblico isolano entusiasta.
Sebbene il club avesse avuto un immenso successo, erano stati investiti troppi pochi soldi nella manutenzione dell’edificio e, a causa, tra le altre cose, dello stato fatiscente della sala da ballo, la licenza del club fu revocata nel 1967, e Arthur Chisnall che si trovava ad affrontare costi di ristrutturazione irrealizzabili, decise di abbandonare la nave.
In realtà continuò con le attività sociali che aveva sempre perseguito, come aiutare le persone a proseguire la loro istruzione e fondò alcuni dei primi parchi giochi d’avventura ma tutto lontano dall’isola.
Dopo alcune riparazioni superficiali la sala da ballo riaprì nel giugno 1968 come sede per concerti sporadici per artisti del calibro di The Nice, The Crazy World of Arthur Brown, Joe Cocker e gli Who.
I concerti regolari tornarono nell’autunno del 1969, ma di fronte alla pressione delle autorità locali e alla presenza di persone che occupavano l’hotel in decadenza l’Eel Pie Island Hotel incontrò la sua triste fine nel marzo 1971, bruciando in un incendio in circostanze misteriose.
Conclusioni
Eel Pie Island è sicuramente un luogo diverso dal solito dove si può respirare quasi un’aria di libertà e di eccessi tipici degli anni’ 60 in cui il movimento hippie faceva da padrone.
È un posto carico di vibrazioni positive e di un’eccentricità tipicamente londinese che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del rock e della musica, e a chi desidera respirare un aria autentica e “local”.
Sara Rossi
Sara, 1993, Roma. Le mie passioni sono leggere, viaggiare e… Sognare! Spero un giorno di vivere tutto il mondo perché dire girarlo è riduttivo ed è troppo bello per rimanere solamente a guardarlo da lontano. In particolare amo l’Inghilterra e tutto quello che la riguarda, dalla letteratura, al thè fino alla brughiera, Londra poi è il mio posto del cuore e non vedo l’ora di farvene innamorare.
Sara Rossi
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