L'arte e la passione di...

Bernardino Balzi


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II Periodo

"Il fumo che uccide"
1984

 

IV Periodo

"Meravigliose sono
le tue opere"
Salmo 139.14
2000
 

"Il Cammino Artistico di Bernardino Balzi"

I quadri di Bernardino Balzi, che si presenta al pubblico di Blera con una personale presso la ex-Chiesa di San Nicola, sono come fogli di un diario che racconta i momenti più significativi di una vita privata ed artistica travagliata, a volte dolorosa, spesso difficile da ripercorrere e da raccontare.

Questa mostra mi dà la possibilità di fare alcune considerazioni sulla sua vita artistica individuando quattro periodi che, a mio giudizio, contraddistinguono l’evoluzione pittorica di Bernardino e che hanno segnato profondamente la sua ispirazione.

I Periodo

E’ il periodo della “vita spericolata”, della musica fonte di evasione e creatività in cui nascono opere di chiara matrice surrealista (inizi anni 80). I paesaggi lì dipinti sono innaturali, immersi in una atmosfera onirica, rivelando un’anima inquieta, tormentata e trasgressiva. Gli stessi colori usati sono forti, vanno dal blu elettrico, al rosso intenso, al giallo iridescente e concorrono anch’essi a trasmettere al pubblico sensazioni di inquietudine e confusione.

II Periodo

E’ quello che potremmo definire “bucolico” in cui l’artista diventa pastore e vive a diretto contatto con la natura (metà anni 80, inizi anni 90). Egli ha il tempo di osservarla ed analizzarla dipingendo e utilizzando le cose che lo circondano, senza mai soffermarsi su di esse ma cambiando continuamente generi e soggetti, sperimentando originali tecniche pittoriche e nuove forme di ispirazione. Nascono le opere metafisiche (“Il cavatappi, Il fumo che uccide” ecc.), con elementi presi dalla cultura etrusca e la serie di quadri ispirate dalle mele cotogne. I colori si attenuano e vengono ricavati da alcune piante, dalla loro corteccia, dalle foglie o dalle erbe. Sono colori acquerellati che rivelano una ritrovata tranquillità ed una più chiara esecuzione pittorica. E’ in questa fase che Bernardino inizia la sua rinascita, lenta e sofferta, ma inarrestabile.

III Periodo

L’artista, in questo momento, rigetta tutto quello che può essere comprato e mercificato e si avvicina alle cose semplici che offre la terra. Inizia così a dipingere soggetti essenziali (le pietre, le sabbie, le chiocciole) dando libero sfogo alla sua inesauribile creatività che diventa come un fiume in piena. Il risultato è una serie di composizioni senza schemi ed imposizioni dove vengono utilizzati quattro colori fondamentali: il nero, il bianco, l’ocra rossa e l’ocra gialla. Questi quadri, caratterizzati da disegni geometrici e da colori spatolati, traggono ispirazione dalla pittura aborigena conosciuta attraverso un viaggio di Bernardino in Australia (1997).

IV Periodo

E’ il periodo della scoperta di Dio, il Dio creatore nelle cui mani Bernardino ha riposto la sua vita completamente cambiata. Questo cammino di fede che il nostro pittore ha intrapreso da pochi anni (1998-2001), lo porta a glorificare l’opera di Dio e a ringraziarLo per il dono innato che gli ha regalato: la capacità manuale di riuscire a fare le cose pratiche con creatività utilizzando il linguaggio della pittura come mezzo di comunicazione. Questo linguaggio racchiude sentimenti, sensibilità e profonde emozioni, raggiungendo persone diverse, di indole e cultura diverse. Questo traguardo, che è l’inizio di una nuova vita, ha portato alla creazione dei quadri raffiguranti mani gigantesche, protese verso l’altro, alla ricerca di amicizia, di pace, di bontà. Queste mani ruvide, dipinte con colori caldi e limpidi, danno calma e tranquillità e riflettono il faticoso cammino materiale e spirituale del nostro Bernardino. Sono certo che il pubblico che avrà l’occasione di visitare la mostra, potrà avere delle forti, inaspettate piacevoli emozioni.

Franco Balloni